Vai al contenuto

Guerra in Iran, nelle Borse europee bruciati 870 miliardi: crolla Piazza Affari

Pubblicato: 04/03/2026 12:40

Il clima sui mercati finanziari degli ultimi giorni è stato segnato da un’intensa volatilità, con Piazza Affari e le principali borse europee in forte ribasso. Il crollo dei listini è stato accompagnato da un movimento storico dei prezzi dei metalli preziosi e dall’incertezza sui mercati dell’energia. Tra i protagonisti della giornata emerge un unico listino in crescita, quello di Riad, che ha segnato un +0,73%, offrendo un contrasto significativo rispetto alla caduta delle altre piazze.
Leggi anche: Guerra Iran, pioggia di missili sui soldati italiani: “Tutto distrutto”

La reazione dei mercati ricorda il panico finanziario di fine febbraio 2022, dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, ma con dinamiche differenti. Se allora il Ftse Mib aveva ceduto oltre il 4%, ieri ha chiuso a -3,9%, mostrando come i mercati italiani abbiano consolidato terreno rispetto agli anni precedenti. La discesa di ieri ha avuto una risonanza maggiore anche per via dei timori legati alla geopolitica in Medio Oriente, con il conflitto che coinvolge Usa e Israele contro l’Iran e la conseguente pressione sui settori energetici.

Piazza Affari e le borse europee

Le principali piazze europee hanno seguito la stessa direzione: il Cac40 di Parigi ha perso il 3,5%, il Dax di Francoforte il 3,6%, mentre Londra ha archiviato una seduta a -2,5%. Complessivamente, in due giorni, i listini europei hanno visto bruciare oltre 870 miliardi di euro di capitalizzazione, di cui oltre 560 solo nella giornata di ieri. Oltreoceano, l’S&P500 ha perso lo 0,8%, mentre in Asia il Nikkei ha registrato un -3%. L’attenzione è ora rivolta ai mercati di Abu Dhabi e Dubai, che riapriranno dopo una chiusura straordinaria di tre giorni, in un contesto di grande attesa da parte degli investitori.

Le dinamiche dei mercati evidenziano come la geopolitica influenzi direttamente l’economia globale. Gli stop o le riduzioni nelle forniture di petrolio e gas, così come le tensioni sugli scambi commerciali, generano forti reazioni emotive tra investitori e operatori finanziari. La psicologia del mercato diventa quindi un elemento centrale nella valutazione dei rischi, spesso più immediata delle conseguenze reali a medio termine.

Energia e trasporti sotto pressione

Il conflitto in Medio Oriente ha avuto ripercussioni evidenti sui settori più sensibili, in particolare su petrolio, gas e trasporti aerei. I prezzi del petrolio continuano a registrare rialzi, mentre quelli dei metalli preziosi, come oro e argento, hanno subito correzioni dopo le fiammate dei giorni scorsi: l’oro ha ceduto quasi il 5% a 5.075 dollari l’oncia, mentre l’argento è calato dell’8%, attestandosi poco sopra gli 82 dollari.

L’impatto sul comparto aereo è stato immediato. Solo nelle prime 24 ore dall’inizio del conflitto sono stati cancellati oltre 5.000 voli e bloccati gli aeroporti di Doha e Dubai. Le principali compagnie hanno visto perdere una quota significativa di capitalizzazione: Lufthansa quasi il 10%, Emirates oltre il 7%, EasyJet l’8,3%. Il blocco di traffico e merci, unito alle preoccupazioni per la sicurezza nelle rotte dello Stretto di Hormuz, ha determinato un effetto domino che ha colpito la redditività delle società del settore.

Riad, l’eccezione positiva

In questo contesto di forte instabilità, il listino di Riad si distingue come un’isola di relativa stabilità, grazie soprattutto al peso dei titoli legati al settore petrolifero. La crescita dello 0,73% rappresenta un segnale di fiducia, seppur limitata, che conferma l’importanza strategica del mercato saudita nell’economia globale. Nonostante la caduta degli altri listini e dei metalli preziosi, Riad ha mostrato la capacità di assorbire gli shock, soprattutto grazie alla sua esposizione diretta al petrolio e alle politiche di sostegno del settore energetico.

La situazione resta tuttavia in evoluzione e i prossimi giorni saranno cruciali per capire se la stabilità del mercato saudita potrà continuare a fungere da ancora per gli investitori, oppure se le tensioni geopolitiche e i possibili stop alle forniture di gas e petrolio produrranno effetti più drastici sulle borse internazionali. Gli operatori finanziari seguono con attenzione i prossimi sviluppi, consapevoli che la combinazione tra conflitto, energia e trasporti determinerà l’andamento globale dei mercati nei mesi a venire.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure