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Consecutio temporum: com’è cambiato il mondo dal Novecento a oggi

Pubblicato: 05/03/2026 16:54

La regola logico-sintattica che preordinava anteriorità, posteriorità e contemporaneità dei tempi era la base della nostra cultura. Oggi tutto questo si è perso come se il Rocci non fosse mai stato un caposaldo. Non lo dice un latinista ma Pietrangelo Buttafuoco illustrando lo spazio universale dell’arte della Biennale di Venezia, porta d’Oriente aperta a tutti, anche a popoli in guerra, se vogliono.

Quello che però non è stato percepito è che il millennium bug non era lo spegnimento dei computer, dei dati in loro possesso. Ma il salto quantico che ci porta all’AI, che ragiona con logiche diverse da quelle del novecento. Non possiamo paragonare in “consecutio” un Craxi ad un Crosetto o una Meloni, questo è quello che facciamo con la memoria a breve, dettata da generazioni che hanno almeno mezzo secolo di comparazione. Invece dovremmo usare la “RAM della Storia”, dovremmo andare indietro ai tempi di Guicciardini per capire alcuni posizionamenti Meloniani. Come è assolutamente distopico, anche se egualmente dispotico, paragonare Putin a Breznev, il cui paradigma sembra più Ivan il Terribile più che Pietro il Grande. C’è consecutio nella storia del mondo, solo che non possiamo più usare il metro della Storia contemporanea, dobbiamo allargare, con tutte le distorsioni del caso, i solchi dei secoli per inquadrare cosa sta succedendo oggi. Anche se alcune componenti rimangono immutabili, come il potere che si fonda sulla paura. Lo era per Gengis Khan come per Truman, il quale sganciò inutilmente le bombe atomiche ai fini della guerra ormai già vinta, lo fece per dimostrazione di una forza immensa, per il futuro. La risposta dell’Iran agli attacchi di Usa e Israele, anche se la strategia è invertita, non è solo sulle basi militari, comprese quelle dei paesi arabi infedeli, in quanto non sciiti, ma sui valori, o disvalori, occidentali. Come il consumismo, con allegati grattacieli, alberghi, negozi, escort e faccendieri di armi e petrolio, della scintillante Dubai.

Noi novecenteschi ci rassicuriamo se a vincere Sanremo sia un Sal da Vinci, con la sua melodia da castello dei matrimoni, ma trasecoleremmo se fosse un digitale Geolier, uno nato a pane e Gomorra. Se vogliamo parlare di sovranismo è inutile guardare Giorgia, di Dio/patria/famiglia, ma piuttosto Pedro, non quello della mitica Carrà, ma Sanchez, il quale sceglie di essere nazione indipendente al colonialismo americano senza nemmeno il decoro della Nato. C’è qualcosa di più sovranista di questo gesto? Forse nemmeno Orban è stato capace di tanto. Sanchez è il vero asburgico, come da postura secolare spagnola, rispetto al modus democristiano di Mertz, che nelle ore dell’attacco vola a Washington.

Le categorie novecentesche non reggono più se facciamo confronti ad oggi, Tajani non è paragonabile a Spadolini, né Vannacci all’allure del principe Junio Valerio Borghese. Vannacci pensa di attaccare la Lega, il principe nero voleva assaltare il porto di New York.

Oggi siamo al tempo dei predatori ed il multilateralismo bilanciato del secondo dopoguerra è come il Commodore ai tempi di Space X. La chiusura della Stagione ONU, di un neo illuminismo, spesso confuso se non ipocrita, della pace si è infranto plasticamente con la foto di Melania Trump al Consiglio di Sicurezza. L’ONU non conta niente più per cui vi mando mia moglie, non certo mio genero che mi serve per cose molto più importanti: firmato Donald.

Ma se non la consecutio almeno le conseguenze sono prevedibili? Diciamo che al peggio non c’è fine, almeno er ora. A Khamenei succede suo figlio, più spietato, giovane e ricco. Se cade Trump non arriva, probabilmente, un illuminato uomo di diritto. Anche perché a Yale e Princeton si sono laureati pure  J. D. Vance e il tatuato sergente Hegseth, il capo naif del Pentagono, un altro che con il passo militare istituzionale di Powell non c’entra nulla. Li vedreste questi due accanto a Kennedy, Mc Namara e Kissinger? Ma l’errore non è loro, che sono perfettamente aderenti a questi tempi binari di semplificazione, tensione e segmentazione. L’anomalia sono coloro che pensano ancora con i canoni di Darendhorf, Gidden, Bauman. Il pensiero liquido ha subito una progressione quantica con Internet ed AI, ed oggi nella liquidità generale comandano i grumi di particelle elementari, zuccherosi per le coscienze e angoscianti per le paure neuronali. Ed infatti l’Iran di Khomeini era considerato il regno del Terrore, un terrore islamico ma non molto diverso da quello del post illuminista Robespierre.

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