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Meloni e la guerra in Iran, la telefonata di 20 minuti della premier con Macron: «In questa fase bisogna coordinarsi»

Pubblicato: 06/03/2026 09:40

Una telefonata di circa venti minuti, ma con un messaggio chiaro ripetuto più volte da entrambe le parti: “in questa fase dobbiamo coordinarci”. È questo il punto centrale del colloquio tra Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, che hanno discusso delle conseguenze internazionali della guerra scoppiata dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro Iran.

Il confronto tra Roma e Parigi si è concentrato in particolare sul coordinamento europeo in materia di sicurezza e difesa. Tra i temi affrontati ci sono le armi difensive richieste dai Paesi del Golfo, la protezione di Cipro con la presenza di fregate militari europee e il rafforzamento delle missioni navali per garantire la sicurezza delle rotte marittime.

Al centro della discussione anche la situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più strategici al mondo per il traffico petrolifero. I due leader hanno valutato l’ipotesi di rafforzare la missione europea Operazione Aspides nel Mar Rosso, con l’obiettivo di proteggere la navigazione commerciale e prevenire nuovi blocchi delle rotte energetiche.

La telefonata tra la premier italiana e il presidente francese arriva dopo una serie di contatti diplomatici avviati da Meloni nei giorni scorsi con altri leader europei, tra cui il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, nel tentativo di coordinare una risposta europea alla crisi mediorientale.

Durante il colloquio, Meloni e Macron hanno sottolineato come il conflitto non possa più essere considerato uno scontro limitato tra due Paesi. Secondo i due leader, infatti, si tratta ormai di una guerra che coinvolge un’intera regione, con potenziali conseguenze globali sul piano economico, energetico e della sicurezza.

Proprio sul fronte energetico è emersa una possibile iniziativa comune da portare al prossimo Consiglio europeo. Tra le ipotesi in discussione c’è la sospensione temporanea del sistema ETS, il meccanismo europeo per lo scambio delle quote di emissioni, nella determinazione dei prezzi dell’energia durante questa fase di emergenza.

Sul tavolo resta anche l’idea di creare un fondo europeo comune per affrontare una possibile impennata dei prezzi del petrolio. La proposta servirebbe a finanziare misure nazionali di sostegno all’economia, anche se si tratta di una soluzione che incontra le perplessità della Germania.

Nonostante le divergenze degli ultimi anni e i diversi approcci nei confronti del presidente americano Donald Trump, Roma e Parigi sembrano ora convergere sulla necessità di una risposta coordinata. «Non è il momento delle contrapposizioni ma del confronto», spiegano fonti di governo.

Nel corso della giornata Meloni ha inoltre avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per ribadire il sostegno italiano a Ucraina anche mentre l’attenzione internazionale si concentra sulla crisi in Medio Oriente.

La premier ha assicurato che la guerra in Iran non deve far diminuire l’attenzione verso Kiev, sottolineando l’importanza dell’unità tra partner europei e americani per garantire la sicurezza del continente. Zelensky, dal canto suo, ha ringraziato pubblicamente l’Italia per il sostegno energetico durante l’inverno e per la decisione di proseguire con l’assistenza militare.

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Ultimo Aggiornamento: 06/03/2026 09:41

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