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Belgio, bomba esplode davanti alla sinagoga di Liegi: vetrate in frantumi

Pubblicato: 09/03/2026 09:16

Un’esplosione nella notte ha colpito la sinagoga di Rue Léon Frédéricq nella città di Liegi, in Belgio, provocando ingenti danni materiali ma fortunatamente senza causare feriti. L’episodio, avvenuto nelle prime ore del mattino, è ora al centro di un’indagine condotta dalle autorità locali che ipotizzano un atto di natura criminale con possibile matrice antisemita.

La deflagrazione si è verificata intorno alle 4 del mattino, quando un forte boato ha svegliato i residenti del quartiere. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media belgi, l’esplosione ha colpito la porta principale del luogo di culto ebraico, danneggiando la facciata e distruggendo parte delle vetrate dell’edificio.
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Esplosione davanti alla sinagoga di Liegi

L’impatto dell’esplosione è stato tale da provocare danni anche agli edifici circostanti. Alcuni residenti hanno raccontato di aver trovato vetri infranti e infissi divelti nelle abitazioni che si affacciano sulla stessa strada della sinagoga.

Un testimone che vive proprio di fronte al luogo di culto ha spiegato che la deflagrazione ha avuto effetti immediati sulla facciata della sua casa. Secondo il suo racconto, l’ordigno sarebbe stato collocato nelle immediate vicinanze dell’ingresso della sinagoga, provocando un’onda d’urto che ha mandato in frantumi diverse finestre anche negli edifici vicini.

La vetrata principale della sinagoga risulta completamente distrutta, mentre altre parti dell’ingresso hanno riportato gravi danneggiamenti. Nonostante la violenza dell’esplosione, al momento dell’accaduto l’edificio era vuoto, circostanza che ha evitato conseguenze più gravi.

L’ipotesi di aggressione antisemita

Le autorità locali hanno definito l’episodio come un atto criminale, sottolineando la gravità dell’attacco contro un luogo di culto. Il sindaco di Liegi ha parlato apertamente di aggressione antisemita, condannando l’episodio e assicurando il massimo impegno per individuare i responsabili.

Secondo quanto dichiarato dall’amministrazione comunale, un gesto di questo tipo rappresenta un attacco non solo contro la comunità ebraica locale ma anche contro i valori di convivenza e rispetto reciproco che caratterizzano la città.

Le autorità municipali hanno ribadito che episodi di odio religioso o etnico non possono trovare spazio nella vita pubblica, soprattutto in un contesto urbano che storicamente ha promosso la coesistenza tra diverse comunità.

Indagini e sicurezza nell’area

Subito dopo l’esplosione la polizia è intervenuta nella zona per mettere in sicurezza l’area e avviare i primi accertamenti. La strada è stata immediatamente chiusa al traffico per consentire il lavoro degli investigatori e dei tecnici specializzati.

Le indagini sono state affidate alla sezione terrorismo della polizia giudiziaria federale di Liegi, che sta analizzando la scena dell’esplosione e raccogliendo elementi utili per ricostruire l’accaduto. Gli investigatori stanno cercando di stabilire la natura dell’ordigno e le modalità con cui sarebbe stato collocato davanti alla sinagoga.

Nel frattempo è stato istituito un perimetro di sicurezza attorno all’edificio colpito, mentre proseguono le operazioni di rilievo e la raccolta delle testimonianze dei residenti del quartiere.

La condanna delle autorità locali

Il sindaco e il consiglio comunale di Liegi hanno diffuso un messaggio congiunto per esprimere la loro ferma condanna dell’accaduto. L’attacco è stato definito un gesto grave e incompatibile con la tradizione di dialogo e rispetto tra comunità che caratterizza la città.

Nel comunicato diffuso dopo l’esplosione, le autorità hanno sottolineato che non può essere tollerata l’importazione di conflitti esterni all’interno della vita cittadina, un riferimento alle tensioni internazionali che negli ultimi mesi stanno alimentando episodi di odio e intimidazione in diversi Paesi europei.

Mentre le indagini proseguono per individuare i responsabili dell’attacco, l’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei luoghi di culto ebraici in Europa e sulla necessità di rafforzare le misure di protezione contro possibili atti di violenza motivati da odio religioso o politico.

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