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Garlasco, indagini verso la chiusura su Andrea Sempio: quando arriva la perizia

Pubblicato: 11/03/2026 14:49

A un anno dalla riapertura del fascicolo sull’omicidio di Chiara Poggi, l’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio si avvicina alla conclusione formale. Il nodo decisivo è legato all’ultimo accertamento tecnico richiesto dalla Procura di Pavia: una perizia informatica sui computer di Chiara e di Alberto Stasi, chiamata a chiarire uno dei passaggi più controversi del caso.

I tempi, però, possono variare: nel peggiore dei casi gli investigatori utilizzeranno tutto il margine previsto, nel migliore la chiusura potrebbe arrivare prima, non appena sarà depositata la relazione. Da quel momento i magistrati dovranno scegliere la strada: rinvio a giudizio oppure archiviazione.

Un anno dalla riapertura: cosa è successo

Il ritorno del caso sotto i riflettori risale al marzo 2025. In quelle settimane Andrea Sempio si presentò in caserma per sottoporsi al prelievo del dna tramite tampone, pochi giorni dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia notificato dai carabinieri il 27 febbraio.

La riapertura delle indagini era stata disposta dalla Procura in seguito alla richiesta della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio della fidanzata. Alla base, una nuova perizia di parte che ha spinto gli inquirenti a riaprire il fascicolo sul delitto di Garlasco.

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Garlasco, immagine di Chiara Poggi

Garlasco, si va verso la chiusura delle indagini: quando è prevista

La fase delle indagini preliminari ha una scadenza precisa: i 18 mesi previsti dalla legge termineranno ad agosto. Entro quella data la Procura di Pavia dovrà completare gli ultimi accertamenti e stabilire se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio o con l’archiviazione della posizione di Andrea Sempio, unico indagato in questa nuova fase.

Nel fascicolo, intanto, sono già confluite diverse consulenze: sia quelle della difesa dell’indagato sia quelle dei legali della famiglia Poggi. Il punto è mettere ordine tra ricostruzioni diverse, valutando quali elementi reggano sul piano tecnico e investigativo.

Andrea Sempio, indagato nella nuova fase dell'inchiesta sul delitto di Garlasco

Il focus sui dieci minuti chiave della sera del 12 agosto 2007

Gli esperti stanno concentrando l’attenzione su un intervallo molto preciso: i dieci minuti tra le 21.59 e le 22.09 del 12 agosto 2007, la sera precedente all’omicidio. In quel momento Chiara Poggi era sola nella casa di Garlasco e, secondo un’ipotesi investigativa, avrebbe utilizzato il computer del fidanzato Alberto Stasi.

Proprio in quei minuti si cerca un elemento capace di incidere su uno dei grandi vuoti del caso: il movente. Nelle sentenze definitive, infatti, non è mai stato individuato con certezza. Nelle motivazioni della condanna, i giudici della Corte d’Assise d’Appello avevano sottolineato che il movente restava sconosciuto, pur citando aspetti della vita privata dell’imputato: “È poi emerso che tutti i giorni Stasi, prima di applicarsi alla stesura della tesi, visionava immagini pornografiche secondo un copione piuttosto ripetitivo: anche tali abitudini avrebbero potuto suscitare domande, o provocare discussioni, anche con una fidanzata di ‘larghe vedute‘”.

La possibile discussione e l’ipotesi sul computer di Stasi

Secondo una ricostruzione investigativa, Chiara Poggi potrebbe aver scoperto qualcosa sul computer di Stasi proprio durante quei dieci minuti. Da lì sarebbe nata una discussione la sera del 12 agosto, poi proseguita la mattina successiva nella villetta di famiglia, dove la giovane venne uccisa.

È un’ipotesi che punta a dare un contesto a quanto accaduto, ma che deve essere sostenuta da riscontri tecnici solidi. Ed è per questo che l’analisi informatica diventa un passaggio centrale: ciò che è stato fatto sul computer, in quel breve arco di tempo, può cambiare la lettura complessiva della vicenda.

Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi

Le perizie a confronto: cosa dicono i consulenti

I consulenti della famiglia Poggi hanno spiegato a Fanpage.it un punto specifico emerso dalla loro analisi: “Nella nostra perizia abbiamo notato un dato che indica la data di ultimo accesso alla cartella ‘militare’ e alla sua sottocartella che si chiamava ‘nuova cartella’: si tratta delle 22 del 12 agosto”.

Secondo la ricostruzione degli esperti, quella cartella conteneva materiale pornografico conservato da Alberto Stasi. Un dettaglio che, nella lettura investigativa, potrebbe aiutare a ricostruire dinamiche e tensioni di quelle ore.

La versione della difesa di Stasi e il ruolo di Windows XP

La difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi contesta però questa interpretazione. Nella consulenza tecnica dei legali di Stasi, l’ipotesi è diversa: non si tratterebbe di un accesso fatto da una persona.

La loro posizione è riassunta così: “È emerso che una traccia elettronica generata dal sistema operativo Windows XP è stata scambiata per un’attività umana di accesso dapprima alla cartella militare/nuova cartella e poi persino a un’immagine pornografica”. In questa ricostruzione alternativa, Chiara Poggi non avrebbe aperto quella cartella e nei dieci minuti indicati avrebbe lavorato alla tesi universitaria del fidanzato.

La perizia disposta dalla Procura e la decisione finale

A sciogliere questi dubbi dovrà essere la nuova perizia informatica disposta dalla Procura di Pavia. Il deposito della relazione tecnica è l’ultimo tassello atteso: una volta arrivato, i magistrati potranno procedere con la chiusura delle indagini preliminari.

Da lì, la scelta è obbligata: chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio oppure archiviare il procedimento. Una decisione che, inevitabilmente, sarà seguita con attenzione in uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.

Discovery: quando le parti vedranno tutti gli atti

C’è però un passaggio finale, spesso decisivo anche sul piano mediatico e processuale: tutto ciò che gli investigatori hanno raccolto finora sarà pienamente accessibile alle parti solo con l’ingresso degli atti nella fase di discovery.

Solo allora gli avvocati potranno esaminare integralmente il materiale acquisito dalla Procura e capire fino in fondo quale direzione abbia preso l’inchiesta sul caso Garlasco, tra consulenze, contestazioni e l’attesa, decisiva, della perizia informatica.

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