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Quella di maggio potrebbe essere la bolletta della luce più cara degli ultimi 10 anni. Ecco perché

Pubblicato: 11/03/2026 15:18

L’incubo di una bolletta energetica senza precedenti si sta materializzando per milioni di famiglie italiane. La crisi che sta travolgendo l’Iran e il conseguente blocco dello stretto di Hormuz — corridoio vitale attraverso cui transita il 20% del petrolio e il 30% del gas naturale liquefatto mondiale — ha scatenato un’impennata dei prezzi che promette di svuotare i portafogli dei cittadini. Il metano è raddoppiato in un solo mese, passando da meno di 50 centesimi a quasi un euro al metro cubo, mentre il gasolio da riscaldamento ha ormai superato la soglia critica di 1,75 euro al litro. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha descritto con amarezza l’entità del disastro: «Dall’inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%», ribadendo che «dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più».

Il rischio recesso e le strategie di difesa

La situazione è così grave da far tremare anche il mercato dei contratti a prezzo fisso. Esiste infatti il rischio concreto che i fornitori decidano di attivare la clausola di recesso per «eccessiva onerosità sopravvenuta», risolvendo i contratti divenuti insostenibili a causa di eventi bellici imprevedibili. In questo scenario, la parola d’ordine diventa il risparmio forzato. Gli esperti di Enea suggeriscono di evitare l’accensione intermittente dei riscaldamenti, preferendo cicli prolungati a temperature più contenute: una pratica che, se adottata con costanza, può portare a risparmi energetici del 14%.

Con l’estate alle porte, diventa fondamentale valutare la sostituzione dei vecchi impianti con condizionatori di classi energetiche superiori, un investimento supportato da detrazioni fiscali che arrivano fino al 50% per la prima abitazione. Sebbene il governo sia al lavoro su misure di contenimento, la vera arma a disposizione dei cittadini resta l’efficientamento: passare a tecnologie moderne e adottare comportamenti virtuosi è l’unica via per mitigare l’impatto di una dipendenza energetica che, come sottolineato da von der Leyen, rimane «il prezzo della nostra dipendenza» dalle fonti fossili esterne.

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