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Elena scomparsa da 10 giorni, clamoroso a Chi l’ha visto: testimone racconta tutto

Pubblicato: 12/03/2026 17:24

«Era Elena, ne sono sicura. Era spaventata, si vedeva che aveva paura di qualcuno». Le parole di una testimone, raccolta dai microfoni televisivi, risuonano come un presagio sinistro nel giallo della scomparsa di Elena Rebeca Burcioiu, la ventunenne rumena di cui si sono perse le tracce la mattina del 2 marzo. Elena, arrivata in Italia solo tre mesi fa per lavorare come bracciante, si era spostata lungo la Statale 16, nei pressi di Foggia, dove da soli quattro giorni cercava di sopravvivere prostituendosi. A dare l’allarme è stata una connazionale, descrivendo agli inquirenti l’ultimo movimento della ragazza: Elena sarebbe salita sull’auto di un giovane di circa 25 anni, descritto come un ragazzo di bell’aspetto e dall’ottimo accento italiano. Ma dietro quell’appuntamento potrebbe celarsi un’insidia molto più profonda di un semplice incontro con un cliente.

L’ombra del racket e le ricerche nell’agro foggiano

Le indagini si stanno concentrando su un inquietante retroscena: Elena e la sua amica erano state ripetutamente importunate da un uomo dell’Est che pretendeva il pagamento di un “pizzo” per occupare quella piazzola o, in alternativa, voleva costringerle a lavorare sotto il suo controllo. La sparizione è avvenuta all’altezza di Borgo La Rocca, e da giorni la Prefettura di Foggia ha attivato un imponente dispositivo interforze. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, supportati dai Vigili del Fuoco, hanno già setacciato una ventina di casolari abbandonati e ispezionato sei pozzi nell’area compresa tra la frazione e Rignano Scalo. I sommozzatori hanno scandagliato canali e invasi, mentre i droni della polizia locale sorvolano i campi dall’alto.

In questo scenario desolante, gli unici frammenti rimasti della ventunenne sono un giubbotto di pelliccia bianca, abbandonato sulla piazzola, e il suo telefono cellulare, ritrovato sul ciglio della strada e ora nelle mani dei periti. La speranza di ritrovarla in vita si affievolisce con il passare delle ore, ma il lavoro dei cani molecolari dell’ANFI continua senza sosta. La Prefettura ha diffuso le immagini della ragazza nella speranza che qualcuno possa fornire dettagli decisivi. Elena cercava un futuro migliore nei campi della Puglia, ma è finita in un vortice di minacce e violenza che ora tiene col fiato sospeso l’intera provincia.

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