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Tetraplegico dopo una rapina: il tribunale riconosce 2 milioni di risarcimento, ma gli aggressori sono nullatenenti

Pubblicato: 13/03/2026 16:56

Un pugno durante una rapina per rubargli il monopattino gli ha cambiato la vita. Oggi Paolo Sarullo, 25 anni, originario di Albenga, rimasto tetraplegico dopo un’aggressione avvenuta nel maggio 2024, si trova ad affrontare un nuovo ostacolo: una sentenza che riconosce il diritto a un risarcimento milionario, ma che rischia di restare solo sulla carta perché i responsabili risultano nullatenenti.

La vicenda, raccontata da La Stampa, riguarda lo stesso giovane che quest’anno aveva portato la sua storia anche al Festival di Sanremo, diventando un simbolo delle conseguenze della violenza.

Il tribunale ha stabilito un risarcimento complessivo di circa due milioni di euro: 1,5 milioni destinati a Paolo Sarullo e 500mila euro alla madre, Miranda. Tuttavia, secondo quanto emerso, gli autori dell’aggressione non avrebbero beni né redditi, rendendo quindi incerta la possibilità di ottenere concretamente le somme stabilite.

Alla vicenda si era aggiunto anche un passaggio procedurale relativo alla registrazione della sentenza, necessaria per renderla esecutiva, con un’imposta di registro superiore ai 44mila euro. In teoria il pagamento dovrebbe essere effettuato dalle persone condannate.

Sulla questione è intervenuta l’Agenzia delle Entrate, chiarendo che nessun pagamento è stato richiesto alla famiglia del giovane. «Per legge, nel procedimento penale l’imposta di registro non può essere addebitata alla persona danneggiata. Nel caso in questione la sentenza è stata registrata a debito e l’imposta sarà a carico esclusivamente delle parti condannate in via definitiva», spiegano dall’ente, che si è detto disponibile a fornire ulteriori chiarimenti alla famiglia.

L’aggressione risale al 19 maggio 2024, ad Albenga. Secondo la ricostruzione, durante il tentativo di rapina del monopattino il giovane è stato colpito con un pugno da uno degli aggressori. Dopo l’impatto è caduto a terra riportando un grave trauma cranico.

Da quel momento la sua vita è cambiata radicalmente: il 25enne è rimasto tetraplegico e sta affrontando un lungo percorso di riabilitazione, sostenuto dalla famiglia e da una rete di solidarietà nata attorno alla sua storia. Nel frattempo la vicenda giudiziaria prosegue, mentre resta incerta la possibilità che il risarcimento stabilito dal tribunale possa essere realmente ottenuto.

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