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Guerra e maltempo, la combo terribile per i prodotti agroalimentari italiani

Pubblicato: 17/03/2026 21:10

Campi allagati, colture distrutte e infrastrutture rurali danneggiate: è pesante il bilancio tracciato da Coldiretti dopo l’ondata di maltempo che ha colpito il Sud Italia, in particolare la Calabria. Una situazione critica per i prodotti agroalimentari italiani, che si inserisce in un contesto già fragile, aggravato anche dalle tensioni internazionali e dal rischio di nuovi rincari energetici.

Campagne devastate dal maltempo

Le piogge intense delle ultime ore hanno messo in ginocchio numerose aree agricole. Nel Cosentino si registrano allagamenti diffusi, frane e difficoltà nella viabilità, soprattutto nei territori di Corigliano-Rossano, Mirto Crosia, Calopezzati, Pietrapaola e Mandatoriccio.

Problemi analoghi anche nel resto della regione: nel Reggino si segnalano smottamenti nelle aree interne e aspromontane, mentre nel Crotonese interi appezzamenti risultano completamente sommersi. Ma nella stagione invernale che volge al termine hanno subito danni gravi da allagamento anche moltissimi terreni agricoli in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna.

Terreni saturi e rischio idrogeologico elevato

Secondo Coldiretti, nelle ultime 48 ore si sono registrati accumuli di pioggia superiori ai 200 millimetri, soprattutto nelle zone interne. Una quantità d’acqua che ha rapidamente saturato i terreni, aumentando in modo significativo il rischio idrogeologico.

La situazione resta sotto osservazione anche in altre regioni del Sud, tra cui Basilicata, Puglia e Sicilia, dove si temono ulteriori criticità. Dall’inizio dell’anno, inoltre, si contano già 265 eventi estremi sul territorio nazionale, segno di una crescente instabilità climatica che incide sempre più sul settore agricolo.

Guerra e rincari: il rischio effetto domino

A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono le tensioni internazionali, con il conflitto in Medio Oriente che rischia di avere effetti diretti sui costi di produzione.

L’eventuale blocco o rallentamento dei traffici nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il petrolio mondiale, potrebbe determinare un aumento dei prezzi del carburante, in particolare del gasolio agricolo.

Per le imprese del settore, già colpite dai danni del maltempo, questo significherebbe un ulteriore aggravio dei costi: dal funzionamento dei macchinari ai trasporti, fino alla distribuzione dei prodotti.

Prezzi a rischio per i consumatori

L’effetto combinato tra eventi climatici estremi e rincari energetici rischia di tradursi in un aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari. Da un lato, il maltempo riduce la produzione e compromette i raccolti; dall’altro, il caro carburante seguito alla guerra Usa-Israele-Iran incide su tutta la filiera, dalla lavorazione alla logistica.

Una doppia pressione che potrebbe riflettersi nei prossimi mesi anche sui consumatori, con rincari su frutta, ortaggi e altri prodotti di base. Il settore agricolo italiano si trova così stretto tra due emergenze – climatica ed economica – che rischiano di mettere ulteriormente in difficoltà aziende e territori.

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Ultimo Aggiornamento: 17/03/2026 21:12

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