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Mondiali 2026, Italia: prima dei playoff non bisogna battere l’avversario ma la paura

Pubblicato: 18/03/2026 10:58

C’è una frase che pesa più di tutte, anche più dei moduli e delle scelte di formazione: crederci. È da qui che deve ripartire l’Italia di Gennaro Gattuso, chiamata ancora una volta a giocarsi tutto in una sfida decisiva.
I playoff per i Mondiali 2026, ormai, non sono più soltanto una questione tecnica. Lo si è visto negli ultimi anni: l’Italia non ha perso contro squadre nettamente superiori, ma contro avversari che ha reso più forti con le proprie esitazioni.
Il problema non è tanto il livello, quanto il peso psicologico. Questa Nazionale entra in campo con il ricordo delle eliminazioni passate e con la paura di ripetere gli stessi errori. E quando una squadra gioca con la paura, smette di essere lucida.

Una squadra che deve ritrovarsi, il peso del passato

Non è un’Italia ricca di fuoriclasse, ma nemmeno una squadra povera. I giocatori ci sono, l’esperienza internazionale anche. Quello che manca, a tratti, è la continuità mentale.
Basta poco per spezzare l’equilibrio: un gol subito, un episodio sfavorevole, e la squadra perde sicurezza. Non per limiti tecnici evidenti, ma per una fragilità che si trascina da tempo.

Il vero nodo è qui. L’Italia continua a guardarsi indietro, a misurarsi con ciò che è stata, invece di accettare ciò che è diventata.
Non è più la Nazionale dominante di un tempo, ma resta una squadra competitiva. Finché però ogni partita verrà vissuta come una resa dei conti con il passato, sarà difficile ritrovare serenità. Le altre nazionali giocano per vincere. L’Italia, troppo spesso, gioca per non perdere.

La svolta passa dalla mentalità

Gattuso lo sa: prima ancora della tattica, serve un cambio di atteggiamento. La squadra deve liberarsi da quel blocco che emerge nei momenti decisivi.
Non si tratta di trasformarsi in qualcosa che non è, ma di ritrovare naturalezza. Di accettare la pressione senza subirla. Di giocare la partita per quello che è, non per quello che rappresenta.

Battere la paura

Alla fine, il punto è semplice. L’avversario si può studiare, affrontare, superare. La paura no, se non viene riconosciuta e gestita. E allora il vero playoff dell’Italia è questo: non contro chi troverà di fronte, ma contro se stessa.

Se riuscirà a liberarsi da questo peso, il resto verrà di conseguenza. Altrimenti, ogni partita continuerà a essere più difficile di quanto dovrebbe.

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