
Emergono ulteriori dettagli sull’inchiesta riguardante la morte di Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita a Montenero di Bordighera, in provincia di Genova. Nelle ultime ore, i carabinieri del Ris hanno rinvenuto due tracce ematiche, descritte come piccole gocce di sangue, all’interno dell’auto in uso a Manuela A, la donna attualmente in carcere dal 9 febbraio con l’accusa di omicidio preterintenzionale della figlia.
Le tracce, individuate nella parte interna di una portiera posteriore della Volkswagen Golf sequestrata subito dopo il ritrovamento del cadavere, sono state repertate e saranno sottoposte ad analisi nei laboratori del Ris di Parma, al fine di chiarire eventuali collegamenti con la dinamica della morte della bambina.
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Accertamenti anche nell’appartamento dell’indagato
Le indagini si stanno concentrando anche sull’appartamento di Manuel I., 42 anni, amico della donna e indagato per lo stesso reato, ma al momento a piede libero. Secondo gli inquirenti, sarebbe nell’abitazione di quest’ultimo che si sarebbe verificata la morte della piccola. Il cadavere, sempre secondo le ipotesi investigative, sarebbe poi stato trasportato nell’abitazione di Manuela A mediante la Volkswagen Golf.
Nel corso dei nuovi sopralluoghi, gli esperti del Ris hanno sequestrato diversi oggetti nell’appartamento dell’uomo, tra cui biancheria da letto, effetti personali e alcune scarpe. Questo dettaglio assume rilievo in relazione al referto del medico legale, che ha evidenziato la presenza di un’impronta parziale di scarpa sul corpo della bambina.

Analisi delle tracce ematiche e prossimi passi
Le due gocce di sangue rinvenute nell’auto rappresentano un elemento chiave per ricostruire la sequenza dei fatti e confermare o smentire le ipotesi investigative. Gli esami di laboratorio consentiranno di stabilire se il DNA presente corrisponda a quello della bambina, fornendo ulteriori elementi utili per definire le responsabilità dei due indagati.
Il caso continua a suscitare grande attenzione sia sul piano mediatico sia nella comunità locale, per la gravità del fatto e la giovane età della vittima. L’indagine punta a chiarire i dettagli della morte di Beatrice, comprese eventuali complicità o dinamiche ulteriori che possano spiegare il tragico episodio.

Contesto e reazioni
La scoperta delle tracce ematiche nell’auto e le perizie sul corpo della bambina consolidano la linea investigativa degli inquirenti, che cercano di ricostruire il percorso compiuto dalla piccola nelle ultime ore di vita. La vicenda ha già portato all’arresto di Manuela A e all’iscrizione nel registro degli indagati di Manuel I., mentre il lavoro dei carabinieri del Ris prosegue tra l’auto e gli appartamenti coinvolti per raccogliere elementi scientifici determinanti.
Le autorità sottolineano la delicatezza degli accertamenti e la necessità di procedere con cautela per garantire la piena attendibilità delle prove. Le prossime settimane saranno decisive per l’esito dell’inchiesta, in attesa dei risultati delle analisi sulle tracce ematiche, che potrebbero chiarire definitivamente la dinamica della morte di Beatrice.
Il caso rimane aperto e sotto stretta osservazione da parte della Procura di Genova, con l’obiettivo di fare luce su uno dei fatti più drammatici degli ultimi anni nel territorio ligure, offrendo risposte concrete ai familiari e alla comunità colpita da questa tragedia.


