
Un’epidemia di meningite definita «senza precedenti» sta colpendo il Kent, in Inghilterra, e ha già provocato una giovane vittima. Si tratta di Juliette Kenny, studentessa di 18 anni, morta sabato 14 marzo a poche ore dalla comparsa dei primi sintomi.
Il numero dei casi di meningite è salito da 27 a 29, secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ukhsa (Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito): 18 confermati in laboratorio e 11 ancora in fase di accertamento. A Canterbury, centro dell’emergenza, si registrano lunghe file di studenti per le vaccinazioni.
La morte di Juliette ha scosso profondamente la comunità locale. Il padre Michael Kenny ha parlato di un «dolore immenso», sottolineando come la figlia fosse «sana, forte e piena di energia». Solo due giorni prima aveva sostenuto una prova scolastica di educazione fisica. Frequentava l’ultimo anno al Queen Elizabeth’s School di Faversham.
I primi segnali della malattia sono comparsi il 13 marzo, con un episodio di vomito. In poche ore la situazione è precipitata: la ragazza è stata portata in pronto soccorso, dove le sono stati somministrati antibiotici e poi trasferita in ambulanza. Nonostante i tentativi dei medici, Juliette è morta meno di 12 ore dopo.
«Nessuna famiglia dovrebbe provare questo dolore», ha dichiarato il padre, ricordando la figlia come «una forza della natura capace di diffondere gioia e amore». La famiglia è rimasta accanto a lei fino alla fine.
Insieme alla Meningitis Research Foundation, i genitori chiedono ora un intervento urgente per migliorare l’accesso al vaccino contro la meningite B per adolescenti e giovani. «Il lavoro per proteggere i ragazzi è iniziato, ma bisogna fare di più», ha detto Michael Kenny. «Il caso di Juliette deve portare a un cambiamento duraturo».
L’attenzione delle autorità sanitarie resta alta mentre prosegue la campagna vaccinale e si cercano di contenere i contagi in una delle aree più colpite del Paese.


