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Piccola Kata, l’annuncio dopo 3 anni dalla scomparsa: “Verificheremo se qualcuno ha mentito”

Pubblicato: 21/03/2026 10:25
Caso Kata a Firenze: la scomparsa della piccola Kata

La scomparsa della piccola Kata a Firenze continua a lasciare addosso quella sensazione sospesa che conosciamo fin troppo bene: tre anni dopo, la verità non è ancora venuta a galla. E ora, mentre la vicenda si avvicina a un passaggio burocratico decisivo, resta una domanda che brucia più di tutte: com’è possibile che una bambina sia sparita nel nulla?

Tra l’ex hotel Astor, le piste seguite dagli inquirenti e i racconti di un contesto complicato, la storia sembra scivolare verso una chiusura senza risposte definitive. Ma per la famiglia, e per chi continua a seguire il caso, la speranza non è affatto archiviata.

Scomparsa di Kata: verso l’archiviazione

Foto della piccola Kata, scomparsa a Firenze

Le indagini sulla scomparsa di Kata stanno arrivando a una svolta formale: dopo due anni, i termini per le indagini sono scaduti e il fascicolo della Procura di Firenze sarebbe vicino all’archiviazione. Un passaggio che fa rumore, perché non coincide con una risposta.

Nel registro degli indagati erano finiti gli zii, Abel Argenis Vasquez e Marlon Chicclo, affidatari temporanei il giorno della sparizione. Ma, come riportato a Fanpage.it da fonti investigative, “le indagini non hanno portato elementi consistenti sui due indagati”.

Le piste battute e il nodo dell’ex hotel Astor

Gli investigatori hanno provato a guardare ovunque: dal contesto familiare a possibili abusi, dal traffico di droga a un presunto racket legato alle stanze dell’ex hotel Astor. Senza tralasciare nemmeno l’ipotesi di uno scambio di persona, valutata sia in Italia sia in Perù, paese d’origine della famiglia.

Eppure, nonostante i controlli e le verifiche, Kata non è mai stata ritrovata. È questo il punto che rende tutto più difficile da accettare: tante ipotesi, tante domande, nessuna certezza.

L’attesa degli atti: sospetti e dichiarazioni

Immagine della piccola Kata: il caso della scomparsa

Ora l’attenzione si sposta anche su quello che emergerà dagli atti. L’avvocato della madre, Giovanni Conticelli, vuole consultare il fascicolo appena sarà disponibile: “Speriamo di avere accesso il prima possibile agli atti della Procura, leggendo le dichiarazioni di chi è stato interrogato verificheremo se qualcuno ha mentito”.

Il senso, nemmeno troppo nascosto, è che qualcuno potrebbe aver visto o saputo qualcosa e non aver parlato. Oppure aver detto il falso. Un’ombra che, in casi così delicati, pesa tantissimo.

Il contesto raccontato dalla famiglia

Nel racconto di chi segue da vicino la vicenda, torna spesso un elemento: la vita dentro l’ex hotel Astor. La criminologa Stefania Sartorini, incaricata dalla famiglia, ha descritto un ambiente fuori da ogni normalità: lo stabile era occupato abusivamente e, secondo quanto riferito, gli abitanti erano costretti a pagare per restare.

“All’interno però avveniva di tutto, compreso un giro di droga. Due persone minacciavano la famiglia di Kata: sono state interrogate dagli investigatori ma mai indagate”, ha spiegato a Fanpage.it.

L’ex hotel Astor oggi e il futuro del caso

Intanto l’edificio è stato venduto: un’azienda lo trasformerà in appartamenti destinati alla vendita. Un cambiamento netto, quasi simbolico, per un luogo diventato centrale in una delle scomparse più dolorose degli ultimi anni.

La madre di Kata ha raccontato che passa spesso davanti allo stabile, cercando di aggrapparsi a un dettaglio, a un ricordo, a qualcosa che possa averle dato una chiave: “Passo davanti all’edificio per pensare a qualcosa che mi è sfuggito”, ha dichiarato in tv. L’eventuale archiviazione resta un atto formale, ma non spegne la necessità di capire cosa sia successo davvero alla piccola Kata a Firenze.

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