
Le informazioni circolano nei circuiti dell’intelligence americana e rimbalzano sui media internazionali, intrecciandosi con la nuova fase politica dell’Iran dopo la morte di Ali Khamenei. Al centro c’è il nome di Mojtaba Khamenei, diventato da pochi giorni Guida suprema, e una serie di indiscrezioni sulla sua vita privata che, secondo alcune fonti, sarebbero arrivate fino alla Casa Bianca, suscitando sorpresa anche in Donald Trump.
Secondo quanto riportato dal New York Post, alcune fonti interne avrebbero riferito che le agenzie di intelligence Usa considerano credibili informazioni legate alla presunta omosessualità di Mojtaba, basate su una fonte classificata ritenuta affidabile. Non esistono però prove pubbliche, né documenti o immagini verificabili, e le stesse valutazioni restano confinate nel perimetro riservato degli apparati. La notizia, sempre secondo le ricostruzioni, avrebbe provocato reazioni ironiche tra i presenti durante il briefing con Trump.
Le indiscrezioni e il nodo della successione
Le voci sulla vita privata di Mojtaba Khamenei non nascono oggi. Secondo quanto riferito dalle stesse fonti, circolerebbero negli ambienti politici iraniani almeno dal 2024, quando si aprì la partita della successione dopo la morte del presidente Ebrahim Raisi. In quel contesto, Mojtaba veniva già considerato una figura chiave del sistema, spesso definito il vero potere dietro le quinte.
Alcuni elementi erano emersi anche in vecchi dispacci diplomatici pubblicati da WikiLeaks, nei quali si faceva riferimento a viaggi nel Regno Unito per presunti problemi personali prima del matrimonio. Nulla, però, che sia mai stato confermato ufficialmente. Anche un recente servizio di Cbs News avrebbe accennato a dubbi interni alla leadership iraniana legati alla sua vita personale, senza entrare nel merito.
Il contesto iraniano e il silenzio ufficiale
Il tema assume un peso particolare nel contesto dell’Iran, dove l’omosessualità è illegale e punita severamente. Proprio per questo, eventuali indiscrezioni sulla sfera privata di un leader religioso e politico assumono una dimensione che va oltre il pettegolezzo, toccando direttamente la legittimità del potere.
Nonostante la diffusione delle notizie, non sono arrivati commenti ufficiali né dalla Casa Bianca né dalle autorità iraniane. Il silenzio contribuisce a mantenere la vicenda in una zona grigia, sospesa tra informazione riservata, indiscrezione e possibile strumento di pressione geopolitica.


