
Il Golfo di Napoli perde uno dei suoi capitani più coraggiosi e lungimiranti. È venuto a mancare Salvatore Lauro, armatore di razza, imprenditore instancabile ed ex senatore della Repubblica. Settantacinque anni, ischitano verace e figlio d’arte, Lauro ha rappresentato per decenni il volto dell’innovazione nei trasporti marittimi campani, legando indissolubilmente il suo nome al successo di Alilauro. Sotto la sua guida ferma, il gruppo di famiglia è diventato il punto di riferimento per i collegamenti veloci, trasformando radicalmente il modo di viaggiare tra la terraferma e le perle del Tirreno come Ischia, Capri e la Penisola Sorrentina. Non era solo un uomo d’affari, ma un visionario che considerava il mare come la vera autostrada del Mezzogiorno.
Un ambasciatore del mare tra impresa e politica
La sua carriera non si è limitata ai moli e alle plance di comando. Salvatore Lauro ha saputo portare le istanze del territorio fin dentro i palazzi romani, sedendo in Senato tra le file del centrodestra e intervenendo con vigore nel dibattito su infrastrutture e turismo. Era una voce autorevole, capace di analizzare le criticità della mobilità marittima con la precisione di chi il mare lo viveva ogni giorno. Proprio lo scorso anno, nel 2025, la sua dedizione era stata celebrata ufficialmente da Federitaly, che lo aveva insignito del titolo di «Ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo», riconoscendo il suo immenso contributo allo sviluppo del comparto marittimo nazionale.
La scomparsa di un uomo così centrale lascia un vuoto profondo non solo nella sua isola, ma in tutto il sistema economico regionale. Lauro ha saputo navigare tra le sfide della modernizzazione, mantenendo sempre alta la bandiera della qualità e dell’efficienza dei servizi. Con lui se ne va un pezzo di storia campana, un leader che ha saputo rendere il trasporto veloce un pilastro del sistema turistico del Sud.

