
Fuori dai seggi si allungano le file, dentro si vota in silenzio. Ma online la giornata scorre su un binario parallelo: discussioni accese, accuse incrociate e una domanda che rimbalza da ore tra bacheche e commenti: cosa si può davvero mostrare in cabina o davanti all’urna durante il voto?
Mentre milioni di italiani partecipano al referendum sulla giustizia, i numeri dell’affluenza sorprendono e alimentano il clima di tensione. Alle ore 19 la partecipazione aveva già superato il 37%, con Roma al 42,60% e Milano al 45,5%. La previsione di Yoodata — affluenza finale vicina al 60% — diffusa nel primo pomeriggio, a quel punto appariva tutt’altro che azzardata.
Seggi aperti, affluenza in crescita e le regole del voto
I seggi resteranno aperti fino alle 23 di questa sera e domani, lunedì, dalle 7 alle 15. Subito dopo partirà lo spoglio, con i primi exit poll attesi a ridosso della chiusura.
Il risultato — valido senza quorum e determinato dalla sola maggioranza dei voti espressi — inciderà sul percorso della riforma costituzionale: dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri alla modifica del CSM, fino all’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.
Referendum, scoppia la polemica social: il caso Travaglio
Nel pomeriggio, però, a catalizzare l’attenzione non è solo la corsa dell’affluenza. A far esplodere la discussione sui social è un episodio circoscritto nei fatti, ma enorme per eco e reazioni.
Protagonista Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, fotografato all’interno di un seggio elettorale con la copertina del suo giornale ben visibile. Il quotidiano è schierato apertamente per il No alla riforma: da qui la valanga di commenti e il dibattito su ciò che è consentito portare e mostrare in sezione nel giorno del voto.
Silenzio elettorale e propaganda: cosa dice la normativa
La normativa sul silenzio elettorale vieta qualsiasi forma di propaganda entro i 200 metri dalle sedi di voto: manifesti, volantini, megafoni e, più in generale, ogni mezzo di comunicazione orientato a influenzare il voto.
Se l’esibizione della copertina di un giornale possa rientrare in questa casistica è il punto su cui si è acceso lo scontro online. Al momento, però, non risultano prese di posizione ufficiali delle autorità competenti sull’episodio.
Reazioni e commenti: la polemica che alimenta entrambi i fronti
I commenti sotto le condivisioni della foto hanno raggiunto numeri significativi. Il più gettonato — con quasi 900 like — era ironico: “Che bello spot per il Sì!”, scritto da chi ha letto nella scena un possibile effetto boomerang per il fronte del No.
Un altro utente aggiungeva: “Non dovevo andare a votare ma solo a causa tua porterò a votare Sì tutto il quartiere”. Nel giro di poche ore, la polemica ha finito per essere usata come argomento da entrambe le parti, trasformandosi in carburante per lo scontro politico.
Il quadro più ampio: una giornata già tesa tra accuse e denunce
L’episodio della copertina al seggio si inserisce in una cornice già elettrica. Il giorno prima, Matteo Salvini aveva violato il silenzio elettorale pubblicando su X una card con la scritta “Sì” in giallo su sfondo blu — senza che, secondo quanto riportato, ne seguissero conseguenze formali.
Nella mattinata, inoltre, AVS aveva denunciato la presenza di badge pro-Sì di FdI nei seggi umbri e il blocco dei propri rappresentanti di lista. Anche il M5S ha segnalato irregolarità analoghe. E nel pomeriggio, a completare il quadro, è arrivato il caso Travaglio.


