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Referendum, scatta una foto nel seggio elettorale: bloccato dalla Guardia di Finanza

Pubblicato: 23/03/2026 13:45

Nuovo episodio destinato ad alimentare il dibattito sulla regolarità del voto durante il referendum sulla riforma della giustizia. A Catania, all’interno di un seggio elettorale allestito presso la scuola Cavour, un elettore è stato bloccato e identificato dalle Fiamme Gialle dopo aver scattato una foto con il proprio telefono cellulare.

Secondo le prime ricostruzioni, il gesto sarebbe avvenuto in modo quasi plateale, attirando immediatamente l’attenzione degli addetti al seggio. L’intervento degli agenti ha portato all’identificazione dell’uomo, la cui posizione sarà ora esaminata dalla Procura di Catania, una volta depositata la relazione ufficiale degli operatori intervenuti. L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della legalità nei seggi elettorali e delle violazioni legate all’uso improprio dei dispositivi elettronici durante le operazioni di voto.
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Casi simili a Catanzaro: denunce e voto annullato

Quello registrato a Catania non rappresenta un caso isolato. Già nella giornata di domenica 22 marzo, a Catanzaro, due elettori erano stati sorpresi a fotografare la propria scheda elettorale all’interno di un seggio. In quel caso, la segnalazione era partita direttamente dai componenti del seggio, che avevano notato comportamenti sospetti durante le operazioni di voto.

Il presidente del seggio ha immediatamente allertato i Carabinieri, intervenuti per effettuare i controlli necessari. Le verifiche hanno portato alla denuncia dei due elettori, mentre i voti espressi sono stati annullati per violazione delle norme elettorali. Nonostante l’accaduto, le operazioni di voto sono proseguite regolarmente, senza ulteriori interruzioni.

Divieto di foto nel seggio: cosa prevede la legge

Gli episodi registrati in queste ore riportano l’attenzione su una norma ben precisa: in Italia è vietato fotografare o filmare la scheda elettorale, soprattutto all’interno della cabina di voto. Si tratta di una misura fondamentale per garantire la segretezza del voto, principio cardine del sistema democratico.

La legge prevede sanzioni severe per chi viola questa disposizione. Fotografare la propria scheda votata costituisce un reato, punibile con l’arresto da tre a sei mesi e una sanzione pecuniaria compresa tra 300 e 1000 euro. Le restrizioni riguardano qualsiasi tipo di dispositivo, inclusi smartphone e altri strumenti elettronici in grado di registrare immagini o video.

Sicurezza del voto e controlli nei seggi

I controlli nei seggi elettorali sono stati rafforzati proprio per evitare episodi come quelli registrati a Catania e Catanzaro. La presenza delle forze dell’ordine, insieme alla vigilanza dei presidenti di seggio e degli scrutatori, rappresenta un elemento chiave per garantire la trasparenza delle operazioni elettorali.

Il fenomeno delle foto alle schede, seppur limitato, viene considerato particolarmente delicato perché potrebbe essere collegato a forme di pressione o controllo del voto, anche se nei casi attuali non emergono elementi in tal senso. Proprio per questo motivo, ogni episodio viene attentamente valutato dalle autorità competenti.

Un fenomeno sotto osservazione

Gli episodi verificatisi durante il referendum giustizia dimostrano come il rispetto delle regole all’interno dei seggi resti una priorità assoluta. La diffusione degli smartphone ha reso più frequenti comportamenti vietati, imponendo maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Il caso di Catania, ora al vaglio della magistratura, e quello di Catanzaro, già sfociato in denunce, confermano che le autorità mantengono alta la soglia di controllo. L’obiettivo resta quello di tutelare la libertà e la segretezza del voto, elementi fondamentali per il corretto funzionamento della democrazia.

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Ultimo Aggiornamento: 23/03/2026 14:44

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