
Il referendum sulla riforma della giustizia si chiude con un verdetto netto: vince il No con il 54%, mentre l’affluenza sfiora il 59%, un dato che certifica una partecipazione ampia e tutt’altro che scontata. Un risultato che pesa politicamente e che segna una battuta d’arresto per il progetto di revisione sostenuto dal governo. Tra i dati, da segnalare che il No ha trionfato a Treviso, città di Nordio. Clamoroso a Napoli: qui il No ha registrato il 75,49% dei consensi.
A Garlasco, la cittadina del Pavese travolta per anni dalla cronaca nera e dai processi per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007, il sì al referendum ha raggiunto il 62,39% delle preferenze. Lo rileva la piattaforma Eligendo del Viminale: Giorgia Meloni aveva parlato proprio del delitto di Garlasco durante uno dei suoi interventi a favore del Sì.

La consultazione si trasforma così in un passaggio chiave del confronto tra maggioranza e opposizioni, ben oltre il merito tecnico della riforma. Il voto degli italiani, infatti, restituisce una fotografia di un Paese diviso ma capace di mobilitarsi, con una partecipazione che rafforza il valore politico del responso.

In questo quadro, il dato più evidente è proprio la bocciatura popolare della riforma: il No si impone con un margine chiaro già dalle prime proiezioni, consolidandosi poi nello scrutinio reale. Un segnale che travalica i confini delle appartenenze politiche tradizionali e che racconta anche spostamenti inattesi nell’elettorato.
Il popolo del No è sceso in piazza in diverse città italiane per festeggiare il risultato, compresa Roma: qui alcuni manifestanti si sono diretti nei pressi di Palazzo Chigi per lanciare cori invitando la premier Giorgia Meloni a fare un passo indietro e dimettersi dopo la sconfitta.

La reazione della premier Giorgia Meloni arriva in un videomessaggio sui social: toni istituzionali, riconoscimento della sconfitta e rispetto per il voto. “La sovranità appartiene al popolo”, afferma, sottolineando però il “rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia”. La linea resta quella della continuità: “Andremo avanti”.

Accanto a lei, il ministro della Giustizia Carlo Nordio adotta un profilo analogo, parlando di “rispetto per la decisione del popolo sovrano” e cercando di depoliticizzare l’esito del voto. Una lettura che punta a contenere l’impatto politico della sconfitta, pur riconoscendo la forza del risultato.
“Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”, è il commento del segretario della Lega, Matteo Salvini in una nota.

Sul fronte opposto, le opposizioni esultano apertamente. La segretaria del Pd Elly Schlein parla di “messaggio politico chiaro” rivolto al governo e rivendica un dato che considera decisivo: “C’è già una maggioranza alternativa nel Paese”. Una lettura che trasforma il referendum in un anticipo di scenario elettorale.
Schlein insiste anche su un elemento sociologico del voto: il ruolo dei giovani, che “hanno fatto la differenza”, e la presenza significativa di elettori di centrodestra tra i votanti per il No. Un dato che, nella narrazione dem, apre spazi per una competizione più ampia in vista delle prossime politiche.

Dalla stessa area arriva la voce del leader del M5S Giuseppe Conte, che definisce il risultato una “chiara e sonora vittoria” e lo interpreta come “un avviso di sfratto al governo”. Anche Conte sottolinea il peso delle nuove generazioni e rilancia l’idea di costruire un’alternativa politica, aprendo anche alla prospettiva delle primarie.
Nel complesso, il referendum consegna un doppio messaggio: da un lato la bocciatura della riforma della giustizia, dall’altro un segnale politico che agita gli equilibri. La maggioranza incassa e prova a rilanciare, mentre le opposizioni leggono nel voto l’inizio di una nuova fase. Il confronto, da oggi, si sposta inevitabilmente sul terreno politico più ampio.


