
Il giorno dopo il referendum sulla giustizia, il quadro politico si presenta più complesso del previsto. La vittoria del No, con il 53,7% dei voti, ha bocciato la riforma sostenuta dal governo guidato da Giorgia Meloni, aprendo una fase di riflessione all’interno della maggioranza.
Al centro dell’attenzione non c’è solo l’esito del voto, ma anche la posizione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, coinvolto nel caso del ristorante gestito insieme alla figlia del prestanome del clan Senese. Una vicenda che sta assumendo un peso politico crescente.
Secondo fonti governative, Delmastro starebbe valutando in queste ore le possibili dimissioni, ipotesi che fino a pochi giorni fa era stata respinta con decisione da Fratelli d’Italia, nonostante le pressioni delle opposizioni.

Il tema delle dimissioni di Delmastro diventa così uno snodo cruciale nel post-referendum, anche alla luce del clima politico reso più teso dalla sconfitta sulla riforma. Un eventuale passo indietro segnerebbe un cambio di linea significativo rispetto alla difesa compatta mostrata finora dalla maggioranza.
A intervenire sulla vicenda è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha espresso fiducia nel sottosegretario, sottolineando come sia in grado di chiarire la propria posizione e respingendo ogni ipotesi di legami con ambienti mafiosi.
Nordio ha inoltre riconosciuto apertamente il peso politico della sconfitta referendaria, parlando di responsabilità politica personale per una riforma che porta il suo nome. Un’ammissione che evidenzia la delicatezza del momento per l’esecutivo.

Nel frattempo, il dibattito si allarga anche al futuro della riforma e alla strategia comunicativa adottata dal governo, ritenuta da alcuni osservatori uno dei punti deboli che hanno contribuito alla vittoria del No.
In questo contesto, la posizione di Delmastro rischia di diventare un banco di prova per la tenuta della maggioranza. Le pressioni politiche potrebbero aumentare nelle prossime ore, soprattutto se l’ipotesi di dimissioni dovesse concretizzarsi.
Il post-referendum si trasforma così in una fase decisiva non solo per il destino della riforma della giustizia, ma anche per gli equilibri interni al governo, con il caso Delmastro destinato a restare al centro della scena politica.


