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Blocco negli Stati Uniti, caos negli aeroporti: lunghe file ai gate, intervengono gli agenti dell’ICE

Pubblicato: 25/03/2026 17:43

Gli Stati Uniti piombano nuovamente nel baratro dello shutdown, una crisi che sembrava scongiurata lo scorso gennaio ma che è esplosa con violenza inaudita nelle ultime settimane. Il fragile accordo raggiunto il 22 gennaio tra Camera e Senato si è infatti arenato appena due giorni dopo, a seguito di un tragico evento: l’uccisione di un cittadino americano per mano degli agenti del CBP (Customs and Border Protection). Questo episodio ha innescato una reazione a catena politica senza precedenti, con i Senatori Democratici che hanno ritirato il sostegno al finanziamento del Dipartimento della Homeland Security, l’agenzia mastodontica che vigila sulla sicurezza interna, aeroporti inclusi. La richiesta è perentoria: riforme strutturali sull’immigrazione e sulla condotta degli agenti federali.

Aeroporti nel caos: agenti ICE ai gate e file chilometriche

Il risultato di questo braccio di ferro è un blocco parziale che, entrato nella sua seconda fase il 14 febbraio 2026, ha messo in ginocchio il sistema dei trasporti statunitense. Negli hub principali, la situazione è fuori controllo: circa il 12% degli agenti della TSA (oltre 3.400 persone) non si è presentato in servizio, lasciando decine di migliaia di dipendenti a lavorare senza stipendio. Per tamponare l’emergenza e gestire le code infinite, il governo è stato costretto a schierare gli agenti dell’ICE in 14 scali strategici, tra cui New York, Phoenix e Atlanta. Proprio l’aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta ha lanciato un appello drammatico ai viaggiatori, invitandoli a presentarsi con almeno 4 ore di anticipo per sperare di superare i controlli.

La Transportation Security Administration ha lanciato l’allarme, dichiarando apertamente che questa paralisi sta «mettendo a rischio la sicurezza del sistema dei trasporti americano». Non è la prima volta che Washington si trova in questo vicolo cieco — già nel 2025 uno shutdown era durato fino a novembre — ma stavolta al caos politico si aggiunge il dramma della cronaca nera. All’aeroporto LaGuardia di New York, uno scontro in pista tra un aereo dell’Air Canada e un mezzo dei vigili del fuoco ha provocato la morte di due piloti e il ferimento di 41 persone. Tra voli cancellati (oltre 500) e incendi improvvisi, come quello che ha bloccato Newark, il cielo americano non è mai stato così cupo.

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