
L’Emilia-Romagna è finita sotto scacco di un’ondata di maltempo brutale che ha trasformato il paesaggio primaverile in un incubo polare. Bologna e le sue province si sono svegliate oggi, 26 marzo 2026, nel pieno di una bufera che non accenna a placarsi: neve, gelo e raffiche di vento furiose hanno spinto l’Arpae a emettere una nuova allerta meteo arancione valida per tutto il pomeriggio e la giornata di domani. La circolazione è nel caos più totale, con l’autostrada A14 invasa dalla neve tra Faenza e Forlì — un evento surreale per la fine di marzo — e la statale E45 letteralmente paralizzata. Nel tratto di Bagno di Romagna, la strada è stata chiusa in entrambe le direzioni a causa di un camion intraversato e delle precipitazioni incessanti, costringendo i mezzi a deviazioni forzate verso lo svincolo di Valsavignone.
La Romagna sta vivendo ore drammatiche: a Ravenna e Faenza la pioggia si è mescolata al graupel, mentre raffiche di Bora oltre i 90 km/h hanno causato feriti e danni ingenti. In via Trieste, a Ravenna, un uomo è stato trasportato in ospedale dopo che un albero è piombato sulla sua auto, mentre a Faenza un passante è stato colpito da una tegola divelta dal vento. Sull’Appennino emiliano la situazione non è migliore, con accumuli di neve che hanno toccato i 50 centimetrinel Modenese, tra Passo delle Radici e Frassinoro, lasciando decine di mezzi pesanti senza catene impantanati lungo le provinciali.
Fiumi in piena e soccorsi estremi: l’Appennino sotto scacco
I Vigili del Fuoco sono impegnati in un vero e proprio tour de force con centinaia di interventi in tutta la regione: si contano oltre 116 chiamate a Ferrara e 85 a Forlì-Cesena. Le situazioni più critiche si registrano nei comuni montani dove la neve continua a scendere copiosa. A Castiglione dei Pepoli, i soccorritori sono riusciti a liberare un pullman incastratocontro il guard-rail, fortunatamente senza passeggeri a bordo. Intanto, il sindaco di Loiano, Roberto Serafini, ha lanciato un allarme accorato: «Abbiamo chiamato i vigili del fuoco e stanno arrivando i mezzi di Monzuno e di Monghidoro. Gli spazzaneve non riescono a passare lungo la sp59 che è completamente chiusa». La priorità assoluta è liberare le carreggiate per permettere ai mezzi di soccorso di raggiungere le zone isolate.
Accanto all’emergenza neve, cresce la paura per i fiumi. In provincia di Bologna sono già state superate le soglie 1 per corsi d’acqua come il Sillaro, l’Idice, il Savena e il Samoggia. Sebbene i livelli non siano ancora critici, le piene alimentate dalle piogge e dallo scioglimento della neve in quota stanno scendendo a valle verso le pianure di Ferrara e Ravenna. Anche la costa è sotto osservazione: l’Arpae avverte del rischio di ingressione marina ed erosione del litorale a causa di un moto ondoso che raggiungerà il picco nel pomeriggio, mettendo a dura prova la tenuta delle spiagge ravennati e riminesi.
Per domani, venerdì 27 marzo, il quadro meteorologico dovrebbe stabilizzarsi, ma l’allerta resta alta per il rischio valanghe in Appennino — con bollino giallo in comuni come Ventasso, Villa Minozzo e l’Alto Reno Terme — e per le possibili gelate notturne che terrorizzano gli agricoltori. Dopo uno sbalzo termico di quasi 20 gradi in meno di 24 ore, le fioriture di alberi da frutto sono seriamente a rischio. La linea ferroviaria tra Bologna e Ravenna rimane intanto bloccata a causa di un albero caduto sui binari tra Russi e il capoluogo bizantino, confermando che la battaglia contro il “ciclone Deborah” è tutt’altro che conclusa.


