
Una notte di tempesta ha investito il Friuli-Venezia Giulia, trasformando una perturbazione annunciata in un evento meteo di rara intensità. Tra il 25 e il 26 marzo, un fronte freddo di origine atlantica ha colpito la regione con piogge battenti e raffiche gelide, riportando scenari pienamente invernali.
Il peggioramento è stato rapido e violento. Le correnti da Nord e Nord-Est hanno guadagnato forza nel giro di poche ore, spingendo il maltempo dalle montagne fino alla costa. Il crollo delle temperature ha sorpreso anche gli esperti: lo zero termico è precipitato fino a 800 metri.
A monitorare costantemente la situazione è stata la Sala Operativa Regionale, impegnata a seguire l’evoluzione di un quadro meteorologico complesso. Il vento si è rivelato il protagonista assoluto, capace di colpire con intensità sia le aree alpine sia le zone di pianura.
Il dato più impressionante arriva dalla stazione di Rest, dove alle 2 di notte è stata registrata una raffica record di 216 chilometri orari. Numeri estremi, che danno la misura della violenza del fenomeno e della sua eccezionalità.

Non si tratta di un caso isolato. Raffiche superiori ai 100 chilometri orari sono state rilevate anche in diverse località montane e pedemontane, mentre lungo la costa e nelle pianure si sono registrate velocità comprese tra i 70 e i 100 chilometri orari.
A Trieste il vento ha toccato i 94 chilometri orari, mentre a Lignano Sabbiadoro si sono raggiunti gli 82. Valori elevati che hanno messo in difficoltà la viabilità e aumentato il rischio di incidenti.
Il bilancio degli interventi racconta una notte impegnativa ma senza emergenze gravi. Il numero unico di emergenza ha gestito diverse chiamate, soprattutto per alberi e rami caduti sulle strade in numerosi comuni della regione.
Non sono mancati i disagi alle infrastrutture. In alcune aree si sono registrate cadute di pali e cavi elettrici, mentre oggetti trascinati dal vento – barriere e blocchi stradali – hanno invaso le carreggiate, creando situazioni di pericolo soprattutto nei centri urbani.
Ora lo scenario è in evoluzione. Il fronte freddo si sta spostando verso l’Adriatico e le precipitazioni sono in attenuazione, ma l’allerta resta alta per il vento. Solo nel pomeriggio è atteso un graduale miglioramento, con un lento ritorno alla normalità dopo una notte che ha riportato l’inverno nel cuore della primavera.


