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Angelica Viotto muore a 31 anni dopo aver partorito la figlia: “Gravi complicazioni durante il parto”

Pubblicato: 26/03/2026 10:04

Si chiamava Angelica Viotto e aveva 31 anni. Il prossimo 6 ottobre avrebbe compiuto 32 anni, festeggiando il suo primo compleanno da madre. Un traguardo che non raggiungerà. La giovane è morta il 16 marzo, a soli due giorni dalla nascita della sua bambina, al termine di una vicenda che ha scosso profondamente la comunità e acceso i riflettori sulla sicurezza del parto e sulla gestione delle complicazioni mediche.

La Procura ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto. L’ipotesi di reato è omicidio colposo, un atto dovuto che al momento non vede persone iscritte nel registro degli indagati. L’obiettivo è ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e accertare eventuali responsabilità.
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Il parto e il trasferimento d’urgenza

La bambina è nata nella notte tra il 13 e il 14 marzo all’ospedale Edoardo Agnelli di Pinerolo. Secondo quanto comunicato dall’Asl To3, il parto è stato segnato da gravi complicazioni, che hanno reso necessario un intervento immediato.

Le condizioni della donna sono rapidamente peggiorate, imponendo un trasferimento d’urgenza all’ospedale Molinette di Torino, dove è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione. Nonostante i tentativi dei medici, Angelica non si è più ripresa, spegnendosi 48 ore dopo.

Un passaggio cruciale sarà rappresentato dagli esiti dell’autopsia, già eseguita, che dovrà chiarire le cause del decesso e contribuire a ricostruire quanto avvenuto tra la sala parto e il ricovero successivo.

L’inchiesta e la richiesta di verità

Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Sparagna e dalla sostituta Sofia Scopellato. In questa fase, gli accertamenti si concentrano sull’analisi clinica e sulle eventuali responsabilità legate alla gestione dell’emergenza.

L’ospedale di Pinerolo ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria, sottolineando la volontà di fare piena chiarezza. Saranno le consulenze tecniche a stabilire se la tragica sequenza di eventi fosse evitabile o se si sia trattato di una complicazione imprevedibile.

A rappresentare la famiglia è l’avvocato Roberto Macchia, che ha espresso con fermezza la richiesta di verità: «Al giorno d’oggi non si muore di parto. È una tragedia drammatica e vogliamo capire cosa è successo». Il legale ha sottolineato come la gravidanza non fosse considerata a rischio, evidenziando la necessità di chiarire ogni passaggio.

Il dolore della famiglia e il silenzio

Nel frattempo, la famiglia si è chiusa nel dolore nella casa di Tavernette, frazione di Cumiana. Un luogo che pochi giorni prima aveva accolto la gioia per la nascita della bambina, annunciata da un fiocco rosa appeso al cancello, e che oggi è segnato da un lutto improvviso.

Anche sul fronte pubblico è calato il silenzio: i profili social della giovane sono stati chiusi poco dopo la diffusione della notizia. Dal luogo di lavoro, uno studio dentistico nella zona Crocetta, arrivano parole di cordoglio e rispetto: «È una tragedia, non ci sono parole».

La bambina sta bene

In questo quadro drammatico, l’unico spiraglio di luce riguarda la neonata, che gode di buone condizioni di salute. Dopo le prime ore trascorse in Rianimazione a Cuneo, è stata dimessa ed è tornata a casa.

Resta ora l’attesa per gli sviluppi dell’inchiesta, che dovrà chiarire le cause della morte e stabilire eventuali responsabilità. Una vicenda che riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza sanitaria e della gestione delle emergenze durante il parto, mentre una famiglia chiede risposte per una perdita che lascia senza parole.

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