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Perquisizioni al ministero della Difesa, Terna e Rfi: ipotesi corruzione su appalti informatici, 26 indagati

Pubblicato: 26/03/2026 12:13

Nuovi sviluppi in un’indagine su presunti casi di corruzione legati ad appalti informatici. La Guardia di Finanza ha avviato nelle ultime ore una serie di perquisizioni che coinvolgono il ministero della Difesa e due importanti realtà strategiche del Paese, Terna e Rete Ferroviaria Italiana.
L’attività investigativa, ancora nelle sue fasi iniziali, si concentra su presunte irregolarità nell’assegnazione di appalti nel settore tecnologico e informatico, un ambito particolarmente sensibile per la sicurezza e la gestione delle infrastrutture pubbliche.

Tra gli indagati generali, manager e imprenditori

Secondo le prime informazioni emerse, tra le persone coinvolte nell’inchiesta figurerebbero figure di alto profilo, tra cui generali, dirigenti aziendali e imprenditori. Un quadro che, se confermato, delineerebbe una rete articolata di rapporti tra pubblico e privato.

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle singole posizioni né sull’entità degli appalti sotto esame. Gli inquirenti stanno acquisendo documentazione e materiali utili a ricostruire eventuali flussi illeciti e accordi corruttivi.

Un filone collegato all’inchiesta Sogei

L’indagine rappresenta uno sviluppo del filone già avviato su Sogei, nel quale si ipotizzano diversi reati, tra cui corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio, oltre alla turbativa d’asta e al traffico di influenze illecite.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice, vi sarebbero presunte irregolarità nella gestione di appalti informatici. Complessivamente risultano 26 le persone indagate, mentre tra i soggetti destinatari delle perquisizioni figurano anche generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori.

Il sistema di fatture false e flussi di denaro

Secondo quanto riferisce Repubblica nella sua edizione online, al centro dell’inchiesta figura l’imprenditore Francesco Dattola, ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto della NSR s.r.l., affiancato da Stefano Tronelli, titolare della Tron Group Holding s.r.l., e dall’intermediario Antonio Spalletta. Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe costruito un sistema finalizzato a generare liquidità in nero attraverso fatture per operazioni inesistenti e successive operazioni di riciclaggio.

Le carte descrivono un meccanismo strutturato: le società riconducibili a Tronelli avrebbero emesso fatture fittizie nei confronti della NSR, incassando bonifici poi “monetizzati” tramite operazioni commerciali, come la compravendita di orologi di lusso. Il denaro contante così ottenuto sarebbe stato restituito a Dattola e utilizzato, secondo gli investigatori, per alimentare pagamenti corruttivi e favorire le aziende coinvolte.

Le interferenze nelle gare e i rapporti con grandi aziende

L’indagine evidenzia anche rapporti con importanti realtà industriali. Tra queste Red Hat, con il coinvolgimento del country manager per l’Italia Rodolfo Falcone, accusato di aver favorito le società riconducibili a Dattola presso clienti istituzionali in cambio di utilità economiche. Le forniture avrebbero interessato, tra gli altri, TIM s.p.a., con acquisti per milioni di euro tramite il distributore Esprinet.

Il nodo centrale resta quello delle gare pubbliche. Secondo gli atti, il gruppo sarebbe stato in grado di incidere sulle procedure di selezione, anche grazie alla conoscenza anticipata dei capitolati o alla loro modifica. Tra i casi citati figurano le commesse verso Terna e la maxi gara da 400 milioni di euro di Rete Ferroviaria Italiana. Particolarmente delicato anche il capitolo relativo al Ministero della Difesa, dove – secondo l’accusa – sarebbero emerse interferenze già nella fase preliminare di definizione dei requisiti tecnici, con il coinvolgimento di ufficiali di alto livello.

Le perquisizioni sono in corso su tutto il territorio nazionale. La Guardia di Finanza sta acquisendo documenti e dispositivi informatici per ricostruire i flussi finanziari e i rapporti tra i soggetti coinvolti, nell’ambito di un’indagine coordinata da più magistrati e che delinea, secondo gli inquirenti, un sistema capace di incidere su appalti in settori strategici del Paese.

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Ultimo Aggiornamento: 26/03/2026 14:03

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