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La falange di Meloni si incrina: epurazioni, tensioni interne e il rischio di una resa dei conti

Pubblicato: 26/03/2026 17:16

Il licenziamento dall’inner circle di Delmastro, Bartolozzi, e poi si vedrà di chi altri, non sarà senza effetto in FdI. Il partito della premier aveva un nocciolo duro, la falange del Fronte della Gioventù, dove si sono formati, ed oggi aggregati in torno a lei, il gruppo di testa del partito. A questi si sono aggiunti i transfughi dal PdL, La Russa, Crosetto e Fitto, ma la squadra compatta era ed è costituita dai frontisti suoi coetanei. Un’affiliazione culturale e generazionale, tra Evola e Pound, tra Tolkien e Scruton, fatta di sezioni e manifestazioni, che prima delle svolte finiane erano propal e antiamericane.

I primi epurati dalla falange della prima ora sono stati due siciliani, Lillo Pisano e Salvo Messina, per faccende ddifferenti. Sotto stress per ruoli e dichiarazioni sono stati Donzelli e Bignami, o il mitico Sangiuliano, anche se Giuly deve stare molto attento alla tenzone con il Saracino Buttafuoco, che essendo vulcanico potrebbe eruttare a breve. Ieri il benservito per leggerezza dostoevskijana di Delmastro, persona coetanea vicinissima, e sempre difesa dalla premier.

Se si studia la storia anche un invincibile come Alessandro il Macedone, conquistatore più forte e vincente, non ce lo voglia l’inquilina di Chigi, cominciò a perdere quando si spaccò la sua falange di coetanei, con cui mangiando, dormendo, e non solo, lottando insieme aveva conquistato il mondo fino allora conosciuto. La falange o è compatta, fratello che difende alla morte il fratello accanto, come negli item dei corpi speciali americani, o si sfalda per tradimento del giuramento iniziatico. Ed essendo un manipolo che combatte sempre in minoranza gli avversari, meno forti e sodali, ma più numerosi, si infilano tra le crepe e viene giù il muro di scudi.

Soprattutto quando le rese dei conti avvengono nelle sconfitte. Se avesse fatto epurazioni un mese fa, sarebbe stata una decisione, indipendentemente dalle conseguenze, politica. Oggi è una vendetta da clan, e questo porta paure e scostamenti dal patto di fedeltà.

Peraltro c’è sempre da osservare la questione romana, la sfida con il tosto findatore dei “Gabbiani”, mentore della prima ora dei Meloniani. La faida sul partito romano, più determinante dell’anello della famosa saga, è stata sospesa in un momento in cui la Meloni era forte ed invincibile, cosa che il referendum ha negato.

Questo non vuol dire che la Meloni finita, neanche Renzi dopo le dimissioni è uscito di scena, ma se non trova un nuovo metodo di intendere e fare politica quello vecchio la tirerà giù. Teoricamente dovrebbe fare un reset radicale, non limitandosi a Santachè, che non avendo niente da perdere ed essendo pitonessa è pericolosa, anche per troppi segreti.

Ma per fare ciò deve avere il coraggio di abbandonare parecchi dei suoi e fidarsi di gente più attrezzata alla bisogna del potere.

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Ultimo Aggiornamento: 26/03/2026 17:44

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