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“È venuto giù tutto”. Garlasco, la decisione della Procura che chiude una delle piste più discusse

Pubblicato: 28/03/2026 10:41

Nuovi sviluppi sul caso Garlasco: la Procura di Pavia, che sta lavorando sulle indagini legate ad Andrea Sempio, non aprirà a ulteriori approfondimenti su una delle ricostruzioni alternative emerse negli ultimi anni. La notizia è stata riportata nelle ultime ore da Il Giornale.

Al centro c’è il rigetto di una richiesta formale di audizione: una scelta che, di fatto, blocca l’ingresso di nuovi elementi da quella specifica pista e restringe il perimetro delle ipotesi considerate dagli inquirenti.

La richiesta respinta e la pista che si spegne

La cosiddetta pista del Santuario della Bozzola nel delitto di Garlasco finisce così in soffitta. Con questa decisione, cadono anche le teorie portate avanti da Flavius Savu, cittadino romeno che ricattava con video hot l’allora rettore della Madonna della Bozzola, don Gregorio Vitali.

Savu non verrà ascoltato dai magistrati di Pavia che indagano su Andrea Sempio: la richiesta inoltrata dal suo legale Roberto Grittinini al magistrato di sorveglianza Ilaria Pia Maria Maupoil è stata definitivamente rigettata.

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Chiara Poggi, immagine collegata al caso Garlasco

“È venuto giù tutto”. Garlasco, la notizia ufficiale dopo mesi di indagine e polemiche

La vicenda si inserisce in un quadro già segnato da anni di discussioni, piste parallele e polemiche. La decisione arrivata ora, però, taglia fuori una delle ricostruzioni che più aveva alimentato dibattito pubblico e ipotesi alternative.

Il punto chiave resta uno: non ci sarà spazio, almeno per il momento, per l’audizione che avrebbe potuto rilanciare quel filone investigativo.

Savu in carcere e il timore per la propria vita

Sede della Procura di Pavia, riferimento alle indagini sul caso Garlasco

Savu ha deciso quindi di restare in silenzio nella sua cella del carcere di Torre del Gallo, dicendo di temere per la propria vita. La sua tesi, negli anni, ha avuto un’eco forte: secondo questa versione, Chiara Poggi avrebbe scoperto una pista di pedofilia nel santuario e per questo sarebbe stata uccisa.

Una ricostruzione che ha alimentato teorie del complotto e ipotesi ulteriori, comprese quelle legate a presunti riti e a un possibile “killer” o “sicario” entrato in azione nel villino di via Pascoli. Tra le ipotesi citate, anche quelle sostenute dall’ex avvocato di Sempio Massimo Lovati.

Le accuse, i soprannomi e il nodo delle audizioni

Santuario della Bozzola, al centro della pista alternativa sul delitto di Garlasco

Savu ha parlato anche dei suicidi avvenuti a Garlasco dopo l’omicidio, sostenendo che Sempio fosse noto come “il sadico” nel giro dei riti al Santuario e l’amico Michele Bertani come “il picchiatore”.

Nessuna richiesta di audizione è arrivata al procuratore capo Fabio Napoleone. Nell’istanza del 30 dicembre 2025 si legge che l’interazione “potrebbe assumere anche le caratteristiche di natura e interesse investigativo”, ma il rigetto, deciso il 7 gennaio, chiarisce che eventuali richieste dovranno essere rivolte alla Procura della Repubblica. Un passaggio che, nei fatti, non è mai avvenuto.

Cosa cambia adesso nel caso Garlasco

La conseguenza più immediata è che la pista legata al Santuario della Bozzola, almeno sul piano formale, viene ulteriormente ridimensionata: senza audizione, non entra nel fascicolo alcun nuovo contributo investigativo proveniente da quella direzione.

Resta quindi una domanda sullo sfondo: se e quando qualcuno proverà a riaprire quel capitolo rivolgendosi direttamente alla Procura, come indicato nel provvedimento. Per ora, però, la linea tracciata dagli inquirenti appare netta: quella strada non verrà battuta.

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