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Elezioni anticipate? Il centrodestra vincerebbe solo con Vannacci: il sondaggio che gela Giorgia Meloni

Pubblicato: 29/03/2026 12:02

Clima teso, equilibri fragili e numeri che iniziano a pesare come macigni. Nei corridoi di Palazzo Chigisi respira un’aria di crescente difficoltà dopo l’esito negativo del recente referendum, mentre il primo sondaggio politico post votofotografa una maggioranza in caloe un’opposizione in ripresa.

Secondo la rilevazione realizzata da Nando Pagnoncelli e pubblicata dal Corriere della Sera, il quadro appare in movimento, con effetti immediati sia sui partiti sia sulla fiducia nei leader.
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Sondaggi politici: calo del centrodestra e crescita delle opposizioni

Il dato più evidente riguarda la flessione di Fratelli d’Italia, che scende al 26,7%, perdendo oltre un punto in un solo mese. Un segnale che preoccupa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, già alle prese con tensioni interne e difficoltà sul piano politico.

Nel resto della coalizione, la Lega si mantiene stabile al 6,3%, mentre Forza Italia registra una crescita, arrivando al 9,5%. Tuttavia, il rafforzamento del partito non si riflette sulla fiducia nel suo leader Antonio Tajani, che registra un calo nei consensi personali.

Sul fronte opposto, le opposizioni mostrano segnali di recupero: il Partito Democratico sale al 22%, mentre il Movimento 5 Stelle raggiunge il 14,2%. Un riequilibrio che contribuisce a rendere più incerto lo scenario politico.

Particolarmente significativo è il dato sulla fiducia nei leader: Giuseppe Conte supera Tajani, guadagnando terreno, mentre Elly Schlein cresce fino al 26%. In calo invece Matteo Salvini, che si ferma al 21%, e la stessa Meloni, la cui fiducia scende dal 44% al 40%.

Simulazioni elettorali e incognita Stabilicum

I numeri diventano ancora più delicati se proiettati sulla possibile applicazione della nuova legge elettorale, il cosiddetto Stabilicum. Secondo le simulazioni, la coalizione di centrodestra riuscirebbe a ottenere il premio di maggioranza solo includendo Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, attualmente intorno al 3%.

Senza questo apporto, lo scenario cambierebbe radicalmente: un’ipotetica alleanza progressista conquisterebbe la maggioranza dei seggi, con 227 deputati contro i 149 del centrodestra. Un quadro che alimenta preoccupazioni all’interno della maggioranza e rafforza l’idea di una fase di forte instabilità.

Tensioni nel governo e ipotesi rimpasto

Le difficoltà nei sondaggi si riflettono anche sul piano interno. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non nasconde il malcontento verso una parte della squadra di governo, ritenuta non all’altezza delle sfide attuali. Le tensioni sarebbero emerse anche in incontri riservati con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.

A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono fattori economici come il costo del gasolio, il rischio di nuova inflazione e i vincoli sui conti pubblici, che limitano i margini di intervento dell’esecutivo.

In questo contesto prende quota l’ipotesi di un rimpasto di governo, definito “chirurgico”. Non un cambiamento radicale, ma una revisione mirata di alcuni incarichi chiave. Tra le opzioni in discussione, lo spostamento di Adolfo Urso e il possibile ingresso di figure di peso come Luca Zaia, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto con il mondo produttivo.

Sul fronte della Giustizia, dove il ministro Carlo Nordio appare in difficoltà, si valutano profili tecnici come Rosario Valastro o nuovi affiancamenti istituzionali.

Governo Meloni tra tenuta e prospettive

Nonostante le pressioni, l’ipotesi di elezioni anticipate resta lontana. I rischi legati a una legge elettorale non ancora consolidata e la possibilità di un risultato incerto frenano ogni accelerazione.

L’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare al 2027, ma la priorità immediata è invertire il trend negativo nei sondaggi politici. La tenuta del governo passa ora dalla capacità di recuperare consenso e credibilità, in un contesto che appare sempre più complesso e instabile.

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