Vai al contenuto

Iran, non solo Minab: missile americano ha colpito un’altra scuola provocando 21 morti

Pubblicato: 30/03/2026 11:53

Un nuovo bombardamento in Iran sta suscitando allarme internazionale e indignazione per le vittime civili. Dopo il tragico attacco a Minab, dove persero la vita 175 persone, quasi tutte bambini, un’inchiesta del New York Times ha rivelato un episodio simile avvenuto il 28 febbraio a Lamerd, a centinaia di chilometri a sud, con almeno 21 morti, tra cui numerosi minori.

Secondo il quotidiano statunitense, l’attacco sarebbe stato eseguito con un missile balistico di fabbricazione americana, il cosiddetto Precision Strike Missile (PrSM), progettato per esplodere appena sopra il bersaglio e disperdere proiettili di tungsteno. L’analisi di video e immagini ha permesso di stabilire con precisione la traiettoria e la modalità di detonazione dell’arma, confermando la compatibilità con le caratteristiche tecniche del PrSM.
Leggi anche: Guerra in Iran, colpita scuola femminile: “Strage di bambine e ragazze”

La dinamica dell’attacco

L’ordigno ha colpito una palestra e una scuola elementare adiacente, causando devastazione immediata. Le fotografie e i filmati disponibili mostrano la struttura colpita crivellata di fori, coerenti con l’azione dei proiettili di tungsteno. Gli esperti del New York Times sottolineano come la detonazione a mezz’aria, tipica del missile, abbia aumentato la dispersione dei frammenti, aggravando le conseguenze sull’area circostante.

Una caratteristica importante di Lamerd è la vicinanza di basi militari, in particolare una struttura utilizzata dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), separata dalla palestra da un muro costruito da oltre 15 anni. Tuttavia, non è chiaro se le strutture militari siano state direttamente colpite. Ciò solleva ulteriori interrogativi sulla distinzione tra obiettivi civili e militari nelle operazioni statunitensi.

Denuncia dell’Iran e presenza di civili

Amir Saeid Iravani, rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite, ha denunciato il bombardamento, sottolineando che la palestra era occupata da una squadra femminile di pallavolo al momento dell’attacco. Foto e video postati sui social collegati alla scuola confermano l’uso civile della struttura, accessibile pubblicamente su piattaforme digitali come Google Maps, Apple Maps e Wikimapia.

Secondo alcune fonti locali e canali Telegram, anche un centro culturale vicino sarebbe stato colpito, ma questa informazione non è stata confermata in modo indipendente. L’episodio aggiunge ulteriore preoccupazione alla già critica situazione umanitaria in Iran, sollevando dubbi sulla corretta identificazione degli obiettivi da parte delle forze statunitensi.

La risposta americana

Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato al New York Times: “Siamo a conoscenza delle segnalazioni e le stiamo esaminando. Le forze statunitensi non prendono di mira indiscriminatamente i civili, a differenza del regime iraniano”. Tuttavia, le evidenze fotografiche e video sembrano indicare un coinvolgimento diretto di civili innocenti, alimentando critiche sulla strategia militare adottata.

L’inchiesta mette in discussione la versione ufficiale fornita dai vertici militari americani riguardo al bombardamento di Minab, sostenendo che non si tratti di un semplice errore di geolocalizzazione. Gli esperti evidenziano come le caratteristiche tecniche e il modello dell’arma utilizzata siano compatibili con i PrSM, rendendo difficile considerare gli attacchi come incidenti isolati.

Conseguenze e scenari futuri

Il duplice attacco di Minab e Lamerd solleva interrogativi sulle regole di ingaggio e sulla protezione dei civili durante conflitti armati. L’uso di missili balistici avanzati in aree densamente popolate aumenta il rischio di vittime innocenti, con implicazioni per la diplomazia internazionale e per la percezione globale degli interventi militari statunitensi.

Le autorità iraniane, insieme a osservatori internazionali, continuano a monitorare la situazione e chiedono maggiore trasparenza nelle operazioni belliche. Intanto, le comunità locali a Minab e Lamerd piangono le vittime, soprattutto i bambini, mentre cresce la pressione internazionale affinché vengano stabilite responsabilità chiare e prevenute ulteriori tragedie simili.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure