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Meloni pronta a riferire sull’azione di governo post-referendum

Pubblicato: 31/03/2026 14:58

Il clima nei corridoi del potere si fa incandescente dopo il recente terremoto elettorale che ha scosso le fondamenta della maggioranza. Per rispondere alle critiche e ribadire la tenuta del patto di governo, la premier ha deciso di metterci la faccia in prima persona. “Per chiarire una volta per tutte che il governo continua a lavorare anche dopo il referendum, Giorgia Meloni ha dato la disponibilità a riferire la prossima settimana in Parlamento, illustrando i provvedimenti su cui l’esecutivo è quotidianamente impegnato e su cui continua a lavorare”, fanno sapere da Palazzo Chigi. Si tratta di una mossa strategica per silenziare le voci di crisi che si sono rincorse freneticamente nelle ultime ore, puntando tutto sulla narrazione della continuità operativa nonostante la batosta subita alle urne.

L’appuntamento a Montecitorio: Meloni in aula il 10 aprile

Il coordinamento tra la Presidenza del Consiglio e i vertici della Camera è stato rapido. A seguito di contatti diretti con il presidente Lorenzo Fontana, l’informativa della leader di Fratelli d’Italia è stata ufficialmente calendarizzata per venerdì 10 aprile, con inizio fissato alle ore 9. La conferma del faccia a faccia con i deputati è arrivata anche da Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, che ha ribadito la linea della trasparenza: “La presidente del Consiglio ha dato la sua disponibilità a riferire in Parlamento per illustrare l’azione di governo”. Non è un mistero che per l’esecutivo questa sia stata la settimana più complicata dal 22 settembre 2022, giorno del suo insediamento ufficiale. La sconfitta al referendum sulla giustizia ha infatti agito come un detonatore, aprendo crepe profonde tra i partiti del centrodestra e mettendo a dura prova la leadership della Meloni.

L’intervento della prossima settimana non sarà quindi una semplice formalità, ma un vero e proprio test di sopravvivenza politica. La premier dovrà dimostrare di avere ancora in mano il timone della coalizione e di poter trasformare la sconfitta referendaria in una nuova spinta propulsiva. In un’Aula che si preannuncia caldissima, la sfida sarà quella di convincere non solo gli alleati, ma l’intero Paese, che il programma di riforme non subirà battute d’arresto.

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