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Governo verso proroga del taglio accise: nodo risorse e partita aperta sugli incentivi

Pubblicato: 31/03/2026 17:20

Il governo valuta una nuova estensione del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 7 aprile, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e rialzo dei prezzi energetici. L’ipotesi di una proroga appare sempre più concreta all’interno della maggioranza, anche alla luce degli effetti economici della guerra contro l’Iran, che sta incidendo sulle quotazioni del petrolio e, di riflesso, sui costi per famiglie e imprese.
Secondo quanto emerge da fonti parlamentari, c’è un consenso diffuso tra le principali forze di governo sull’opportunità di prolungare la misura almeno fino alla fine di aprile. Il taglio attualmente in vigore prevede una riduzione di 24,4 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul Gpl, introdotta con il decreto carburanti varato il 18 marzo e operativo dal 19 marzo al 7 aprile.

Ipotesi decreto per garantire continuità dall’8 aprile

Per evitare soluzioni di continuità, lo strumento più probabile resta un nuovo decreto legge, che consentirebbe di rendere immediatamente efficace la proroga a partire dall’8 aprile. Un Consiglio dei ministri potrebbe essere convocato già nei prossimi giorni, prima o subito dopo la pausa pasquale, anche se al momento non ci sono ancora conferme ufficiali.

Più complessa appare invece la strada di un emendamento al decreto carburanti attualmente in esame al Senato, dal momento che i tempi della conversione rischierebbero di allungarsi e non garantirebbero un intervento tempestivo.

Pressione della crisi energetica e margini europei

Il tema si inserisce in un quadro economico reso più incerto dal nuovo scenario internazionale. La presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia :contentReference[oaicite:0]{index=0} hanno avviato un confronto sulle possibili misure da adottare per contenere l’impatto del caro energia.

L’obiettivo è individuare un equilibrio tra la necessità di sostenere famiglie e imprese e quella di mantenere sotto controllo i conti pubblici, proprio mentre l’Italia si avvicinava alla soglia del 3% di deficit/Pil, condizione necessaria per uscire dalle procedure europee e ottenere maggiore flessibilità sui vincoli di spesa.

In questo contesto, Giorgetti ha rilanciato anche a livello europeo la possibilità di misure straordinarie condivise, sul modello di quelle adottate nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, per contenere i prezzi dell’energia ed evitare effetti a catena sull’inflazione.

Il nodo delle coperture e il legame con Transizione 5.0

Il principale ostacolo alla proroga resta quello delle risorse. Estendere il taglio delle accise fino alla fine di aprile comporterebbe un costo stimato in almeno 500 milioni di euro, dopo i circa 528 milioni già impiegati per la prima fase della misura.

Tra le ipotesi allo studio c’è l’utilizzo delle risorse residue del fondo destinato al Piano Transizione 5.0, previsto dalla Legge di Bilancio con una dotazione iniziale di 1,3 miliardi. Finora, tuttavia, ne sono stati impiegati circa 537 milioni, lasciando disponibili poco più di 760 milioni.

Una scelta che si intreccia con il confronto aperto con il sistema produttivo: la riduzione degli incentivi alle imprese, in particolare per quelle che avevano già investito nel piano (le cosiddette “esodate”), ha infatti sollevato forti critiche da parte di Confindustria e delle principali associazioni di categoria.

Una doppia partita tra caro carburante e sostegno alle imprese

Il governo si trova così a gestire una doppia partita, con risorse limitate e priorità concorrenti. Da un lato, la necessità di contenere l’impatto dei rincari sui carburanti, con effetti immediati su trasporti e consumi; dall’altro, il sostegno alle imprese, in particolare quelle energivore e il settore dell’autotrasporto.

Un nuovo passaggio di confronto è atteso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove le categorie porteranno le proprie richieste. La scelta finale, come ha sottolineato lo stesso Giorgetti nei giorni scorsi, implica una decisione politica chiara su dove indirizzare le risorse disponibili, in un contesto che continua a essere caratterizzato da forte incertezza.

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