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Delmastro con la scorta alle cene “ministeriali” alla Bisteccheria con Bartolozzi e i vertici del Dap: indagini sulle spese

Pubblicato: 01/04/2026 09:12

Si allarga il perimetro dell’indagine sul caso Andrea Delmastro, con nuovi approfondimenti che coinvolgono anche gli apparati di sicurezza. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, tra i soggetti che saranno ascoltati dalla commissione Antimafia figurano non solo il politico e gli investigatori, ma anche gli uomini della scorta e i vertici dell’Ucis, l’ufficio che coordina la protezione personale.

Un elemento che introduce un ulteriore livello di analisi: non solo le frequentazioni dell’ex sottosegretario, ma anche le modalità con cui sarebbero stati gestiti i suoi spostamenti in contesti ritenuti sensibili.
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Il ristorante e i legami contestati

Al centro della vicenda resta la Bisteccheria d’Italia, locale romano frequentato più volte per cene con esponenti del ministero della Giustizia. Sempre secondo il Corriere, il ristorante sarebbe riconducibile, di fatto, a Mauro Caroccia, figura già coinvolta in procedimenti con aggravante mafiosa e ritenuta vicina ad ambienti criminali.

Gli investigatori sottolineano come proprio in contesti legati alle attività di Caroccia siano state documentate presenze di soggetti appartenenti o contigui alla criminalità organizzata, tra cui esponenti del gruppo facente capo a Michele Senese.

Dubbi sulle cene istituzionali e sui pagamenti

Un altro punto centrale riguarda la natura delle cene istituzionali organizzate nel locale. Gli incontri, descritti come abituali e legati a ricorrenze interne agli uffici, avrebbero coinvolto anche alti funzionari e dirigenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Resta però aperta la questione dei pagamenti: secondo quanto evidenziato, se le spese fossero state sostenute con fondi pubblici si potrebbe configurare l’ipotesi di peculato, considerando il coinvolgimento societario dello stesso Delmastro. In alternativa, anche un pagamento diretto da parte dei partecipanti solleverebbe interrogativi sul piano dell’opportunità istituzionale.

Le indagini economiche e societarie

Parallelamente, l’attenzione degli inquirenti si concentra sulla struttura societaria che gestisce il ristorante. Secondo quanto riportato dal Corriere, la società sarebbe sospettata di essere stata utilizzata per operazioni di riciclaggio, con il possibile reinvestimento di capitali illeciti riconducibili al clan Senese.

Ulteriori accertamenti sono in corso anche su altri fronti giudiziari, con indagini parallele che puntano a chiarire la natura degli atti societari e la provenienza dei fondi impiegati nell’attività.

Un caso tra politica e sicurezza

La vicenda, così come delineata dalle ricostruzioni del Corriere della Sera, intreccia diversi livelli: quello politico, quello giudiziario e quello legato alla sicurezza personale. Il coinvolgimento della scorta e delle strutture preposte alla tutela istituzionale rappresenta uno degli aspetti più delicati, destinato a essere approfondito nelle prossime audizioni.

Nel frattempo, restano aperti interrogativi cruciali sulla gestione dei rapporti, sulla trasparenza delle attività economiche e sull’adeguatezza delle misure adottate in un contesto che, secondo gli inquirenti, presenta profili di rischio elevati.

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Ultimo Aggiornamento: 01/04/2026 09:13

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