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Claudia Conte prima di Piantedosi, quando nel 2021 denunciò per stalking l’ex fidanzato: “Finì ai domiciliari per sei mesi e poi fu assolto”

Pubblicato: 01/04/2026 21:56

Il nome di Claudia Conte torna al centro dell’attenzione pubblica anche per la recente esposizione mediatica legata alla sua vita privata, dopo le dichiarazioni su una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La giornalista e opinionista televisiva, oggi 34enne, nel 2021 aveva presentato una denuncia nei confronti dell’ex compagno Angelo Paradiso, figura nota nel calcio italiano per le esperienze con diverse squadre tra cui Lazio e Napoli. Le accuse erano gravi e articolate, e avevano aperto un procedimento che si è protratto per oltre due anni.

Secondo quanto ricostruito all’epoca, la donna aveva segnalato comportamenti persecutori, sostenendo di aver vissuto una fase di forte pressione psicologica dopo la fine della relazione. Tra i reati contestati figuravano stalking, estorsione, diffamazione e revenge porn. L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, aveva portato nel marzo 2023 all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’ex calciatore, durata sei mesi prima della conclusione del procedimento di primo grado.

Le accuse e il racconto della denunciante

Nel dettaglio, Conte aveva riferito di presunte minacce rivolte dall’ex compagno, tra cui l’ipotesi di incendi ai danni della sua auto e della sua attività commerciale. La giornalista aveva inoltre denunciato l’invio di comunicazioni indirizzate alla Rai, nelle quali Paradiso avrebbe fatto riferimento a presunti rapporti con colleghi sposati, circostanza che avrebbe contribuito ad aumentare lo stato di ansia e timore. A ciò si aggiungeva anche l’accusa di diffamazione, con l’episodio in cui l’uomo avrebbe utilizzato espressioni offensive nei confronti della donna davanti ai familiari.

In un primo momento, tra le contestazioni figurava anche quella di revenge porn, legata alla presunta diffusione di un video intimo. Tuttavia, questa ipotesi di reato è caduta già nella fase preliminare, prima dell’arrivo in aula. La vicenda, nelle parole della stessa Conte, era stata vissuta come un momento particolarmente difficile, tanto da spingerla a dichiarare pubblicamente la volontà di trasformare la propria esperienza in un messaggio di sensibilizzazione.

La decisione del tribunale e la chiusura del caso

Il procedimento si è concluso il 20 dicembre 2023 con la sentenza del Tribunale di Roma, che ha assolto Angelo Paradiso con formula piena, stabilendo che il fatto non sussiste. L’ex centrocampista è stato quindi ritenuto innocente rispetto alle accuse di stalking, estorsione e diffamazione. La decisione è diventata definitiva in assenza di impugnazioni da parte della Procura, che ha scelto di non presentare ricorso in appello.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Galluzzo, ha sottolineato come l’istruttoria abbia evidenziato l’infondatezza delle accuse, restituendo al proprio assistito un’immagine compatibile con il suo percorso professionale e personale. Dopo la sentenza, nei primi mesi del 2024, Paradiso aveva valutato la possibilità di richiedere un risarcimento per l’ingiusta detenzione subita durante i sei mesi di domiciliari, ma ha poi deciso di rinunciare a qualsiasi azione legale.

La vicenda si è così chiusa definitivamente, lasciando però dietro di sé un caso complesso, segnato da accuse gravi, un iter giudiziario articolato e una conclusione che ha ribaltato completamente il quadro iniziale.

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