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Presa a cinghiate davanti al figlio sul bus: “Se gli chiedevo perché loro mi picchiavano di più”

Pubblicato: 05/04/2026 09:59

Quello che doveva essere il consueto ritorno a casa dopo aver preso il figlio a scuola si è trasformato in un incubo per Sunshine Osman, 34 anni, cittadina nigeriana residente da tempo ad Alessandria. La donna è stata vittima di una violenta aggressione su un autobus della linea che collega il capoluogo a Spinetta, sotto gli occhi del figlio.

Secondo il racconto della vittima, tutto sarebbe iniziato dopo una frenata improvvisa del mezzo pubblico. L’autobus era affollato e la donna viaggiava in piedi. «Non c’erano posti a sedere», ha spiegato. «Quando l’autobus ha frenato di colpo sono caduta in avanti e ho urtato due ragazzi».

Un contatto accidentale che avrebbe innescato una reazione violenta. «Li ho urtati, è vero. Ma ho chiesto subito scusa. Non è bastato». I due giovani, entrambi minorenni, avrebbero iniziato prima con gli insulti, passando poi rapidamente alle percosse.

La situazione è degenerata quando uno dei ragazzi ha utilizzato la propria cintura come una frusta. «Mi hanno colpita ovunque», ha raccontato la donna. «Sulla pancia, sulle gambe. Ho lividi dappertutto. Mio figlio piangeva e urlava: “mamma, mamma”».

La violenza non si è fermata nemmeno quando il mezzo si è fermato. Secondo il racconto della 34enne, i due aggressori l’avrebbero trascinata fuori dal pullman, continuando a colpirla con le cinghiate anche sulla strada.

L’episodio si è concluso solo con l’arrivo delle forze dell’ordine. «Non smetterò mai di ringraziare i poliziotti», ha detto la donna. «Mi hanno salvato la vita». Dopo l’intervento degli agenti la vittima è stata soccorsa e portata in ospedale, dove ha ricevuto le cure per le ferite riportate.

I due minorenni ritenuti responsabili dell’aggressione sono stati identificati e denunciati. Resta lo shock per un episodio di violenza avvenuto su un mezzo pubblico e davanti a un bambino, mentre per Sunshine Osman resta la speranza che «una cosa del genere non capiti più a nessuno».

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