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Meningite fulminante in Italia, Giovanna morta così. I sintomi a cui fare estrema attenzione

Pubblicato: 07/04/2026 08:38

L’Abruzzo si ritrova improvvisamente stretto nella morsa del dolore e della preoccupazione per due casi di meningite che hanno colpito il territorio a brevissima distanza l’uno dall’altro. La notizia più tragica arriva da Pescara, dove Giovanna Romano, 51 anni, è stata strappata alla vita da una forma fulminante del batterio che non le ha lasciato scampo. La donna, figura centralissima della vita culturale cittadina, si è spenta sabato all’ospedale di Pescara dopo un tracollo clinico rapidissimo: dai primi sintomi alla corsa disperata in pronto soccorso, fino all’esito irreversibile avvenuto in poche ore nonostante il massimo sforzo dei medici del reparto di malattie infettive.

I segnali da non sottovalutare: quando correre in ospedale

Oltre alla cefalea intensa, bisogna prestare massima attenzione alla comparsa di nausea e vomito a getto, fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce) e uno stato di confusione mentale o sonnolenza insolita. Un segno clinico particolarmente grave è la comparsa di piccole macchie cutanee rosso-violacee, chiamate petecchie, che non scompaiono alla pressione. Come dimostrato dal tragico caso di Giovanna Romano, la velocità d’azione è fondamentale: la profilassi e le terapie antibiotiche mirate sono efficaci solo se somministrate nelle primissime fasi dell’infezione.

Apprensione a Chieti e protocolli di emergenza

Il mondo dell’associazionismo è sotto choc per la perdita dell’ideatrice di progetti come l’associazione Hub-c e “Lettera per Amore”, descritta da tutti come una personalità vulcanica e sensibile. L’ex assessore alla cultura, Giovanni Di Iacovo, l’ha ricordata con parole cariche di commozione: «Una figura immancabile dovunque a Pescara ci fossero cultura e idee». I funerali sono fissati per martedì mattina alle 9.30 nella chiesa di San Giuseppe, prima del trasferimento della salma in provincia di Avellino, sua terra d’origine.

Mentre Pescara piange Giovanna, cresce l’ansia per un secondo caso che vede protagonista un ragazzino di soli 15 anni residente a Chieti. Il giovane si trova attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione pediatrica dell’ospedale pescarese, dove è giunto d’urgenza dopo un primo passaggio al nosocomio teatino. Sebbene le sue condizioni restino gravi e i medici mantengano la prognosi riservata, trapela un cauto ottimismo legato alle prime risposte positive alle terapie somministrate. Le autorità sanitarie sono intervenute immediatamente per contenere il rischio di diffusione: la Asl di Pescara ha completato il tracciamento dei contatti stretti della 51enne, mentre la Asl di Chieti ha avviato un’indagine epidemiologica serrata che ha coinvolto la scuola del quindicenne e una palestra di Pescara che il ragazzo era solito frequentare. L’allerta resta alta e la situazione è costantemente monitorata dagli esperti per garantire la sicurezza della popolazione e prevenire nuovi focolai in un momento di estrema delicatezza per la sanità locale.

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Ultimo Aggiornamento: 07/04/2026 08:39

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