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Basi Usa in Italia, Crosetto alla Camera: “Rispettare gli accordi non significa essere in guerra”

Pubblicato: 07/04/2026 16:51

Il tema dell’utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti torna al centro del dibattito politico con l’intervento alla Camera dei Deputati del ministro della Difesa Guido Crosetto. L’informativa del governo arriva dopo le polemiche legate allo stop ai bombardieri diretti in Iran dalla base di Naval Air Station Sigonella, riaccendendo il confronto sul ruolo dell’Italia nelle strategie dell’alleanza occidentale.

Nel suo intervento il ministro ha ribadito la linea di continuità seguita dai governi italiani negli ultimi decenni. «In oltre 75 anni nessun governo ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato di non applicare i trattati tra Italia e Stati Uniti», ha affermato Crosetto, sottolineando come gli accordi bilaterali siano stati sempre rispettati da esecutivi di ogni orientamento politico.

Il titolare della Difesa ha chiarito che il rispetto degli accordi non implica automaticamente un coinvolgimento diretto nei conflitti. «Rispettare gli accordi non significa essere in guerra», ha spiegato, aggiungendo che l’azione dell’Italia si muove «nel solco della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione». Secondo Crosetto, il rapporto tra Roma e Washington si fonda su un’alleanza storica che va oltre le singole leadership politiche.

“La follia senza limiti? Quella iraniana”

“La follia senza limiti è quella di chi massacra decine di migliaia di ragazzi che chiedono solo la libertà di vivere, è la ricerca di un ordigno atomico per poterlo usare contro il nemico di sempre, Israele, è armare gruppi terroristici in ogni parte dell’oriente e dell’occidente e programmare stragi come quella del 7 ottobre, è considerare nemici tutti quelli che hanno un’altra cultura, è attaccare nazioni arabe vicine solo per scatenare una crisi economica. Questa è follia”. Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, replicando a un post dell’ambasciata iraniana in Italia.

Dopo l’informativa del ministro si è aperto il dibattito parlamentare, con interventi di circa sette minuti per ciascun gruppo e una discussione complessiva di circa un’ora e mezza. L’intervento non prevede votazioni finali, trattandosi appunto di una informativa al Parlamento.

Tra le reazioni delle opposizioni, la presidente dei deputati del Partito Democratico, Chiara Braga, ha sottolineato come il tema dei trattati sia già noto al Parlamento. «Conosciamo gli accordi e li abbiamo sempre rispettati. Nessuno chiede di metterli in discussione», ha dichiarato in Aula.

Dal fronte della maggioranza è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia, Emanuele Lo Perfido, che ha ribadito la collocazione dell’Italia nel sistema occidentale. «La linea di Giorgia Meloni è chiara: restare saldamente nel fronte occidentale, dentro l’Unione europea e a sostegno della Nato, senza subalternità ma nell’interesse nazionale», ha affermato.

Nel suo intervento Crosetto ha anche ricordato che l’Italia non rappresenta un caso isolato. Diversi Paesi occidentali hanno accordi analoghi con Washington per la presenza e l’uso di basi militari sul proprio territorio. Secondo il ministro, l’attuale contesto internazionale – segnato da nuove minacce e tensioni geopolitiche – rende ancora centrale il sistema di sicurezza euro-atlantico.

A dimostrarlo, ha aggiunto, è anche il recente allargamento della Nato, con l’ingresso della Svezia, segno della persistente importanza dell’alleanza militare nel quadro della sicurezza globale.

Crosetto non interverrà invece al Senato, non essendo stata avanzata una richiesta formale di informativa. Il ministro tornerà comunque in Parlamento giovedì alle 15 per il question time, insieme al titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

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