
Il convoglio del nunzio apostolico in Paolo Borgia, rappresentante diplomatico della Santa Sede in Libano, è stato costretto a fare marcia indietro martedì dopo essere stato raggiunto da spari mentre si dirigeva verso alcuni villaggi cristiani nel sud del Paese.
Secondo una fonte di sicurezza citata dall’agenzia Agence France‑Presse, i colpi hanno danneggiato i veicoli del convoglio senza provocare feriti. La stessa fonte non ha tuttavia chiarito con precisione l’origine degli spari.
Il convoglio diplomatico era scortato dal battaglione francese della missione di pace United Nations Interim Force in Lebanon (Unifil) e stava raggiungendo il villaggio cristiano di Debel, una delle località del sud del Libano più esposte alle tensioni lungo il confine.
Secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale libanese National News Agency (Lebanon), il convoglio ha dovuto invertire la rotta a causa del fuoco incrociato tra l’esercito di Israele e i combattenti di Hezbollah, attivi nella zona di frontiera.
L’episodio evidenzia ancora una volta la fragilità della sicurezza nel sud del Libano, dove gli scontri tra Israele e Hezbollah continuano a creare rischi anche per le missioni diplomatiche e per le forze internazionali presenti sul territorio.


