
Dopo l’eliminazione nella finale playoff contro la Bosnia, l’Italia resta appesa a uno scenario estremo per rientrare ai Mondiali 2026. La possibilità passa da un eventuale ritiro dell’Iran, legato alla crisi internazionale, e da una decisione che non sarebbe automatica ma affidata alla piena discrezionalità della FIFA.
L’ipotesi resta complessa e poco probabile, ma regolamento alla mano esiste uno spiraglio. In caso di forfait di una nazionale qualificata, la scelta del sostituto non segue un criterio fisso: è l’organo politico della federazione internazionale a stabilire come riempire il posto vacante.
Chi prende la decisione
A decidere sarebbe il Consiglio FIFA, il principale organo esecutivo della federazione. È composto da 37 membri e guidato dal presidente Gianni Infantino.
Secondo il regolamento (articolo 6), il Consiglio – o un comitato delegato – può scegliere “a propria esclusiva discrezione” quale squadra ammettere in sostituzione di una nazionale ritirata. Questo significa che, teoricamente, anche gli azzurri potrebbero rientrare in corsa grazie alla loro posizione nel ranking internazionale.
Tuttavia, la logica sportiva porta in un’altra direzione: il posto lasciato libero verrebbe con ogni probabilità assegnato a una selezione asiatica, trattandosi di una qualificazione maturata in quel continente. In questo scenario, sarebbero favorite squadre rimaste escluse nel percorso asiatico, più che l’Italia.
I tempi della decisione
Non esiste ancora una data ufficiale per il verdetto della FIFA. Tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione geopolitica e da un eventuale ritiro formale dell’Iran.
C’è però una scadenza implicita: il regolamento prevede sanzioni per chi si ritira meno di 30 giorni prima della prima partita. Considerando che il torneo inizierà l’11 giugno 2026, il limite tecnico è attorno al 13 maggio.
È quindi verosimile che qualsiasi decisione arrivi ben prima di quella data, anche per consentire l’organizzazione del torneo, la definizione dei gironi e la gestione logistica delle squadre partecipanti.
L’eventuale appello
Un ultimo elemento complica il quadro. La decisione del Consiglio FIFA non sarebbe necessariamente definitiva: potrebbe essere impugnata secondo gli statuti federali.
Questo aprirebbe la strada a ricorsi da parte delle federazioni escluse, allungando ulteriormente i tempi e rendendo ancora più incerto qualsiasi scenario di ripescaggio.
In sintesi, l’Italia resta in attesa, ma la strada verso i Mondiali appare stretta: tutto dipende da eventi esterni e da una scelta politica della FIFA che, almeno sulla carta, difficilmente premierà una nazionale europea fuori dal percorso di qualificazione.


