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Zelensky apre a Putin: “Sono pronto a incontrarlo”

Pubblicato: 08/04/2026 23:01

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a tendere la mano al dialogo, pur mantenendo una linea ferma sui punti chiave del conflitto. In un’intervista al Gr Rai, il leader di Kiev si dice disponibile a un confronto diretto con Vladimir Putin, ma esclude incontri nelle capitali dei due Paesi. “Sono pronto a incontrarlo. Se è disponibile, possiamo farlo in Medio Oriente, in Europa o negli Stati Uniti”, spiega, lasciando aperta ogni opzione diplomatica sul tavolo.

Sul nodo territoriale, Zelensky ribadisce una posizione senza aperture. Il Donbass, sottolinea, non è negoziabile. Cedere quell’area significherebbe offrire un vantaggio strategico alla Russia senza alcuna contropartita, permettendo alle forze di Mosca di avanzare rapidamente verso nuove zone chiave del Paese. Una prospettiva che, avverte, potrebbe tradursi in ulteriori attacchi su città strategiche e in una pericolosa frattura interna, considerata uno degli obiettivi principali del Cremlino.

Il ruolo degli Stati Uniti e dell’Europa

Zelensky guarda con favore al cessate il fuoco in Iran, congratulandosi con gli Stati Uniti per il risultato ottenuto. Secondo il presidente ucraino, la tregua potrebbe avere effetti positivi anche sulla crisi energetica globale, ma non deve distogliere l’attenzione dal conflitto in Ucraina. Il sostegno militare e politico di Washington e dei partner europei resta infatti decisivo per proseguire la resistenza contro l’offensiva russa.

Parlando dell’Italia, Zelensky elogia apertamente Giorgia Meloni, definendola una figura di riferimento in Europa e a Bruxelles. Il presidente ucraino insiste sulla necessità di sbloccare nuovi fondi per l’assistenza a Kiev, indicando proprio nella premier italiana una delle voci più influenti per rafforzare il sostegno occidentale e mantenere alta la pressione su Mosca.

Sicurezza, elezioni e sanzioni

Tra le priorità indicate da Zelensky ci sono le garanzie di sicurezza a lungo termine. Il timore è che, anche in caso di tregua, la Russia possa tornare ad attaccare nel giro di pochi anni. Per questo, Kiev chiede una presenza concreta di forze europee e statunitensi. Sul fronte interno, il presidente esclude elezioni a breve, sottolineando come organizzarle durante la guerra sarebbe incompatibile con le condizioni di sicurezza del Paese.

Infine, rilancia il tema delle sanzioni, auspicando un rafforzamento delle misure contro Mosca, soprattutto nel settore energetico. Zelensky chiude con un passaggio su Donald Trump, rivendicando un rapporto diretto e franco e ribadendo come il sostegno degli Stati Uniti resti fondamentale non solo sul piano militare ma anche strategico.

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