Vai al contenuto

Campo largo, adesso Schlein trema davvero! Ecco la sostituta: “Ci sono anche io”

Pubblicato: 10/04/2026 17:51

Il panorama politico italiano, ancora scosso dai recenti terremoti elettorali, sembra aver trovato una nuova, inaspettata protagonista capace di sfidare l’egemonia di Palazzo Chigi. Al centro dei riflettori internazionali finisce Silvia Salis, la sindaca di Genova, incoronata persino da una prestigiosa testata come Bloomberg quale possibile “volto nuovo” e unica vera antagonista in grado di coalizzare il fronte anti-Meloni. Il servizio dedicato alla prima cittadina ligure non lascia spazio a dubbi: la sconfitta subita dalla premier nel referendum dello scorso mese ha cambiato le regole del gioco, galvanizzando un’opposizione che ora vede in Salis la figura perfetta per il grande salto. “Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusinga”, ha dichiarato la sindaca, rompendo un silenzio che durava da settimane.

La sfida progressista e il nodo delle primarie

L’analisi di Salis sulla situazione attuale del Paese è netta e priva di sconti per l’esecutivo in carica. La sindaca si definisce come una figura di sintesi, capace di parlare a mondi diversi: “Sono una candidata progressista che crede fermamente che sviluppo economico e giustizia sociale possano coesistere – sottolinea Salis nell’intervista –. Questo governo di destra non è stato in grado di realizzare né l’uno né l’altro, rendendo infelici sia i pochi che i molti. Il che, di per sé, è già un grande risultato”. Una stoccata che evidenzia la distanza siderale tra la sua visione di amministrazione e quella della maggioranza attuale. Nonostante il pressing mediatico e l’attenzione di firme autorevoli come quella di Francesco Bei, Salis mantiene però una certa cautela procedurale, ribadendo il suo fermo “no” a una corsa attraverso lo strumento delle primarie.

Il punto di svolta, tuttavia, risiede nella disponibilità a una chiamata diretta e unitaria. Alla domanda se sia pronta a guidare la coalizione, la sindaca di Genova non si sottrae: “È chiaro che non posso sfuggire a questa attenzione nazionale, non posso eludere le domande. È una cosa interessante, mi lusinga”. Ma è sulla possibilità di una candidatura “per acclamazione” che Salis lancia il messaggio più forte ai vertici del campo largo: “Di fronte a una richiesta unificante non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia”. Mentre il governo Meloni cerca di riorganizzarsi dopo il flop referendario, la figura della Salis smette di essere un’ipotesi locale per diventare un’opzione concreta sulla scacchiera nazionale, pronta a trasformare Genova nel laboratorio di una nuova alternativa di potere.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 11/04/2026 08:19

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure