
È il giorno dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con Islamabad che diventa il centro di una partita diplomatica carica di tensioni e incognite. Il presidente Usa Donald Trump ribadisce la linea dura sullo Stretto di Hormuz, definito “acque internazionali”, mentre Teheran si presenta al tavolo con una delegazione imponente ma senza fiducia negli Usa. Sullo sfondo restano le mine nello Stretto, la capacità missilistica iraniana ancora significativa e il rischio concreto che il confronto diplomatico possa fallire, riaprendo la strada a una nuova escalation militare. Nel tardo pomeriggio arriva però la notizia di incontri diretti tra le parti e scambio di testi tra le delegazioni, ma è stallo sulla questione centrale di Hormuz.
21:01 – Teheran accusa: “Richieste eccessive Usa frenano i negoziati”
Si irrigidiscono le posizioni nei colloqui tra Iran e Stati Uniti in corso a Islamabad. Secondo l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, la delegazione americana starebbe ostacolando i progressi con “ripetute richieste eccessive”. Le consultazioni restano comunque in corso, ma il clima appare sempre più teso, con divergenze significative su alcuni dossier chiave, in particolare sulla gestione dello Stretto di Hormuz.
19:20 – Stallo sullo Stretto di Hormuz, nodo centrale del negoziato
Già nelle ore precedenti erano emerse difficoltà nei colloqui. Secondo fonti citate dal Financial Times, il confronto sarebbe entrato in una fase di stallo proprio sullo Stretto di Hormuz, punto strategico per il commercio energetico globale.
L’Iran insiste nel mantenere il controllo diretto del passaggio e nell’introdurre eventuali dazi di transito, respingendo invece l’ipotesi di una gestione condivisa avanzata da Washington. Secondo indiscrezioni, un nuovo ciclo di negoziati – il terzo dall’avvio dei contatti diretti a Islamabad – potrebbe tenersi già nelle prossime ore o entro la giornata successiva, nel tentativo di superare l’impasse.
19:10 – Iran: media, scambiati testi tra delegazioni. Conclusa la prima fase dei colloqui
Proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, con un primo passo concreto sul piano diplomatico. Secondo l’agenzia iraniana Fars, ripresa da media internazionali, le delegazioni avrebbero scambiato testi scritti sui principali punti in discussione, segnando la chiusura della prima fase dei colloqui.
Si tratta di un passaggio significativo, che conferma come il confronto sia entrato in una fase più tecnica dopo l’avvio di negoziati diretti, i più avanzati degli ultimi decenni tra Washington e Teheran. I colloqui, facilitati dal Pakistan, puntano a consolidare il cessate il fuoco e affrontare i nodi più delicati, tra cui sicurezza regionale e riapertura dello Stretto di Hormuz. La trattativa resta comunque complessa e ancora lontana da una soluzione definitiva, con diversi punti critici ancora da sciogliere tra le parti.
17:09 – Washington: colloqui diretti a tre tra Usa, Iran e Pakistan a Islamabad
Svolta nei contatti diplomatici sulla crisi in Medio Oriente. A Islamabad si sono tenuti colloqui diretti tra Stati Uniti, Iran e Pakistan, secondo quanto riferito da un alto funzionario della Casa Bianca. Si tratta di un passaggio significativo, perché rompe con la prassi recente che prevedeva negoziati indiretti tra Washington e Teheran, con delegazioni separate e mediate da terzi.
Alla riunione hanno partecipato, per gli Stati Uniti, il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner. Non sono stati resi noti, invece, i nomi dei rappresentanti iraniani e pakistani presenti. L’incontro rappresenta un possibile segnale di apertura in una fase di forte tensione internazionale.
15:22 -Trump: “Loro leader di lunga data sono morti lode ad Allah”
“I loro ‘leader’ di lunga data non sono più tra noi, lode ad Allah”. Lo ha scritto in un post su Truth facendo riferimento ai vertici dell’Iran il presidente americano Donald Trump.15:20
15:20 – Trump: “L’unica risorsa che ha l’Iran è la minaccia di mine ad Hormuz”
“L’unica risorsa che resta all’Iran è la minaccia che una nave possa ‘imbattersi’ in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch’esse sul fondo del mare”. Lo scrive Donald Trump su Truth in un lungo post sulla guerra contro Teheran.
14:35 – Media Usa confermano l’inizio dei negoziati
I negoziati a Islamabad fra Iran e Usa con la mediazione del Pakistan sono ufficialmente iniziati. Ne danno notizia la Cbs con la sua corrispondente sul posto e News Nation tramite un post X.
08:05 – Arrivo del Vicepresidente Vance in Pakistan
Il Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, è giunto in Pakistan per prendere parte ai colloqui diplomatici programmati.
07:51 – La delegazione USA è atterrata a Islamabad
La squadra di negoziatori americani incaricata delle trattative con l’Iran è arrivata nella capitale pakistana. Lo riferiscono i media internazionali citando fonti Reuters.
07:23 – CNN: Pechino pronta a inviare sistemi difensivi a Teheran
L’intelligence statunitense, secondo quanto riportato dalla CNN, indica che la Cina pianifica di consegnare nuovi sistemi di difesa aerea all’Iran a breve. Pechino utilizzerebbe rotte attraverso paesi terzi per mascherare il trasferimento di sistemi Manpads, potenzialmente letali per i voli a bassa quota. La mossa è vista dagli USA come una provocazione che sfrutta la tregua in corso per riarmare il paese, minando il ruolo della Cina come mediatrice del cessate il fuoco.
06:42 – Iran incapace di riaprire Hormuz
Secondo il New York Times, Teheran non è in grado di individuare e rimuovere le mine navali posizionate nello Stretto di Hormuz, rendendo di fatto impossibile la riapertura sicura delle rotte marittime nel breve periodo. La mancanza di capacità tecniche e operative per bonificare l’area complica ulteriormente i negoziati e rafforza la posizione americana, che insiste per un rapido ripristino del traffico commerciale. Il rischio è che la presenza degli ordigni continui a bloccare una delle principali arterie energetiche globali, aumentando le tensioni tra le potenze coinvolte.
05:42 – Migliaia di missili ancora operativi
Il Wall Street Journal riferisce che l’Iran dispone ancora di migliaia di missili balistici, molti dei quali nascosti in strutture sotterranee e quindi non completamente distrutti durante il conflitto. Sebbene una parte significativa dei lanciatori sia stata danneggiata, le fonti dell’intelligence indicano che molti sistemi potrebbero essere recuperati e rimessi in funzione. Questo scenario alimenta i timori di Washington e Tel Aviv, che vedono nella tregua un possibile momento di riorganizzazione militare per Teheran.
04:23 – Delegazione iraniana con 71 membri
A Islamabad arriva una delegazione iraniana composta da 71 persone, guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, con la presenza di figure chiave del governo, dell’economia e della sicurezza nazionale. Tra i partecipanti figurano il ministro degli Esteri e il governatore della banca centrale, a dimostrazione del peso politico ed economico dei negoziati. La composizione ampia del team suggerisce che Teheran intenda affrontare non solo le questioni militari ma anche gli aspetti finanziari e strategici legati alla crisi.
04:01 – Israele esclude Hezbollah dai colloqui
Israele conferma che non discuterà alcun cessate il fuoco con Hezbollah, considerato il principale ostacolo alla stabilità con il Libano. I colloqui previsti nei prossimi giorni si concentreranno quindi sui rapporti tra Stati, escludendo l’organizzazione sciita dal processo diplomatico. Una scelta che segnala la volontà di Tel Aviv di mantenere una linea dura e di non concedere legittimità a un attore ritenuto centrale nella destabilizzazione della regione.
01:27 – Israele prepara nuovi raid
Fonti militari israeliane indicano che le forze armate si stanno preparando al possibile fallimento dei negoziati e a una nuova fase di attacchi contro obiettivi iraniani. Nonostante i danni subiti durante la campagna militare, l’Iran mantiene capacità recuperabili che potrebbero essere riattivate rapidamente. Per questo motivo, Israele considera il negoziato una finestra temporanea e non una soluzione definitiva.
01:20 – Trump: “Nessun piano di riserva”
Il presidente americano afferma di non avere un piano B nel caso in cui i negoziati fallissero, sostenendo che la pressione militare e diplomatica esercitata finora sia sufficiente a portare Teheran a un accordo. Trump ribadisce che l’obiettivo centrale resta impedire lo sviluppo di armi nucleari, considerato il punto non negoziabile per Washington.
01:19 – Appello agli alleati su Hormuz
Trump invita gli altri Paesi a intervenire direttamente sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, sottolineando che sono soprattutto loro a dipendere da quella rotta per le forniture energetiche. Un messaggio che sposta parte della responsabilità sugli alleati e apre a un possibile coinvolgimento internazionale più ampio nella gestione della crisi.
01:18 – Dubbi su altri colloqui
Il presidente Usa si mostra scettico sulla possibilità di ulteriori incontri dopo quello previsto a Islamabad, ricordando che i negoziati tra Washington e Teheran si trascinano da decenni senza risultati definitivi. Una dichiarazione che riflette la sfiducia americana nei confronti di un processo diplomatico percepito come lungo e inconcludente.
00:20 – Incontro Usa-Iran nel pomeriggio
Secondo fonti iraniane, i colloqui diretti tra le delegazioni dovrebbero iniziare nel pomeriggio a Islamabad, dopo una serie di incontri preliminari con le autorità pakistane. L’avvio effettivo del confronto dipenderà anche dall’accettazione delle condizioni poste da Teheran nelle ore precedenti.
00:19 – Ghalibaf: “Buona volontà ma nessuna fiducia”
Il capo della delegazione iraniana ribadisce la disponibilità al dialogo, ma sottolinea la totale mancanza di fiducia negli Stati Uniti, elemento che pesa sull’intero negoziato. Teheran lascia intendere che, in assenza di un accordo credibile, potrebbe percorrere strade alternative per difendere i propri interessi.
00:08 – Trump: “No pedaggi a Hormuz”
Trump ribadisce che non verranno accettati pedaggi nello Stretto di Hormuz, definito acque internazionali e quindi aperte al traffico globale. Il presidente promette la riapertura della rotta “con o senza” la cooperazione dell’Iran, alzando ulteriormente il livello dello scontro alla vigilia dei negoziati.


