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Prato, Adinolfi denuncia “Le Iene”: “Dieci anni di servizi contro di me”

Pubblicato: 14/04/2026 16:28

Mario Adinolfi passa alle vie legali contro la trasmissione televisiva Le Iene, accusando il programma di aver portato avanti nei suoi confronti una campagna sistematica durata anni. Il leader del Popolo della Famiglia, in dichiarazioni all’Adnkronos, ha annunciato di aver “denunciato e querelato” la trasmissione e diversi suoi esponenti, indicando tra i destinatari Pier Silvio Berlusconi, Davide Parenti, l’inviato Filippo Roma e altri membri della produzione, oltre alle società Rti e Mediaset. Secondo Adinolfi, i servizi del programma sarebbero stati realizzati “ossessivamente dal 2016”, con una continuità che non considera casuale ma legata a momenti di particolare esposizione politica.

La denuncia e lo scontro a Prato

La decisione arriva dopo il duro confronto avvenuto lo scorso 11 aprile a Prato, all’esterno dell’hotel dove Adinolfi stava presentando la propria candidatura a sindaco. In quell’occasione si è verificato un alterco con l’inviato Filippo Roma, documentato anche da video amatoriali, durante il quale la tensione è salita fino al contatto fisico. Secondo quanto ricostruito, Adinolfi avrebbe afferrato il giornalista per i capelli, rivolgendogli con insistenza una domanda su una presunta figurante. Un episodio che ha riportato al centro il rapporto ormai deteriorato tra il politico e la trasmissione, già segnato da anni di tensioni.

“Agguati ad personam” e accuse di diffamazione

Nel motivare la scelta di procedere per vie legali, Adinolfi sostiene di aver sempre difeso la libertà di critica, anche quando rivolta alla propria persona. Tuttavia, ritiene che nel suo caso si sia superato il limite, parlando di una “serialità delle diffamazioni” costruita nel tempo. Secondo la sua versione, i servizi andati in onda avrebbero avuto un carattere non solo critico ma mirato e reiterato, con modalità che definisce veri e propri “agguati ad personam”, spesso organizzati nei pressi della sua abitazione o durante eventi pubblici.

Il leader del Popolo della Famiglia sottolinea inoltre come queste dinamiche abbiano avuto ripercussioni non solo sulla sua attività politica, ma anche sulla sfera privata, coinvolgendo la moglie e le figlie. Proprio questo elemento, spiega, lo avrebbe spinto a intraprendere un’azione che avrebbe preferito evitare ma che considera ormai necessaria. La vicenda apre ora un nuovo fronte giudiziario e riporta al centro il tema del confine tra diritto di cronaca, satira e tutela della reputazione personale.

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