
Per il secondo giorno consecutivo, Donald Trump torna all’attacco di Giorgia Meloni, alzando i toni dello scontro diplomatico. L’ex presidente americano definisce la premier italiana “negativa”, collegando il giudizio alla posizione di Roma sulla guerra in Iran. Un affondo che segna un cambio netto rispetto ai toni elogiativi dei mesi passati.
Durante un’intervista con la giornalista di Fox Maria Bartiromo, Trump chiarisce che i rapporti con l’Italia non sono più quelli di un tempo. Sottolinea come i Paesi che non hanno sostenuto la sua linea sull’Iran non possano più essere considerati partner allo stesso livello, aggiungendo un riferimento strategico alle forniture energetiche italiane.
Da Palazzo Chigi, però, la linea resta invariata: nessuna replica diretta. Meloni sceglie il silenzio sul piano personale, ma lascia filtrare la posizione italiana attraverso dichiarazioni istituzionali, ribadendo la coerenza della politica estera del governo.
Accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la premier riafferma con forza che l’Italia è al fianco di Kiev. Un messaggio che va oltre il contesto ucraino e tocca gli equilibri globali, richiamando la necessità di mantenere salda l’alleanza tra Europa e Stati Uniti.

Meloni insiste infatti sulla solidità dell’alleanza euroatlantica, avvertendo che un Occidente diviso rappresenterebbe un vantaggio strategico per Mosca. Una posizione già espressa in passato, ma che oggi assume un significato diverso alla luce delle tensioni con Washington.
Nel suo intervento emerge anche una riflessione più ampia: l’instabilità globale sta diventando la nuova normalità. In questo scenario incerto, sottolinea la premier, la collaborazione tra Paesi alleati diventa decisiva per affrontare crisi sempre più complesse.
Dietro le quinte, i rapporti tra Roma e Trump risultano ormai raffreddati. Dopo una serie di rifiuti italiani rispetto all’operazione in Iran, la relazione non può più essere definita “special”. Meloni avrebbe chiesto massima riservatezza al suo entourage, mentre anche Matteo Salvini si lascia andare a commenti ironici sulle dichiarazioni dell’ex presidente americano.
Sul piano operativo, l’Italia ribadisce la propria disponibilità a contribuire alla sicurezza internazionale. In particolare, offre supporto per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, compatibilmente con le condizioni di sicurezza, confermando un impegno prudente ma concreto.
Intanto, il dossier ucraino resta centrale. Zelensky lascia Roma con nuove rassicurazioni: dall’Italia arriva sostegno politico, militare e industriale, incluso il possibile sviluppo congiunto nel settore dei droni e dei sistemi di difesa. Roma continuerà inoltre a spingere in sede europea per mantenere la pressione sulla Russia ed evitare una crisi finanziaria di Kiev, considerata un rischio serio per l’intera Europa.


