
Napoli si è risvegliata nel bel mezzo di un film d’azione che, purtroppo, non aveva nulla di cinematografico. Erano circa le 12 di giovedì 16 aprile quando una banda composta da almeno tre rapinatori ha fatto irruzione nella filiale della Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel cuore del quartiere Arenella. Quello che è seguito è stato un pomeriggio di puro terrore: venticinque ostaggi, tra clienti e dipendenti dell’istituto, sono stati sequestrati e tenuti sotto scacco per ore, mentre all’esterno le forze dell’ordine blindavano l’intera zona, chiudendo al traffico sia la piazza che la vicina via Niutta. Solo intorno alle 15 la tensione si è parzialmente allentata con la liberazione dei civili, ma il vero mistero doveva ancora svelarsi.
Il blitz dei Gis e la fuga attraverso il ventre della città
Con il passare delle ore, la situazione è precipitata fino alla necessità di un intervento speciale. Nel pomeriggio è scattato il blitz dei Gis dei carabinieri, arrivati appositamente da Livorno per gestire una crisi che appariva ormai fuori controllo. Attorno alle 17:20, le unità d’élite hanno fatto irruzione nei locali della banca: durante l’operazione sono stati distinti chiaramente 5-6 colpi, con ogni probabilità delle flashbang, granate accecanti e stordenti utilizzate per neutralizzare eventuali minacce. Tuttavia, una volta diradata la polvere, l’incredibile scoperta: i banditi non c’erano. I malviventi sono riusciti a dileguarsi nel nulla, probabilmente fuggendo attraverso un buco scavato nel pavimento che conduceva ai cunicoli sotterranei della città, lasciando gli investigatori a mani vuote.
Il caos, però, non si è esaurito con la fuga della banda. In serata, una folla inferocita e carica di tensione si è radunata davanti alla filiale della Credit Agricole. Si tratta di circa un centinaio di clienti, legittimi proprietari delle cassette di sicurezza che, secondo le prime ricostruzioni, erano il vero obiettivo del colpo. Il bottino, al momento, non è quantificabile, ma il danno patrimoniale e psicologico è enorme. I cittadini chiedono a gran voce risposte, ma il personale della banca, ancora sotto shock, non può rilasciare dichiarazioni ufficiali. Resta l’immagine di una città vulnerabile, dove una banda organizzata può sequestrare decine di persone e sparire nel sottosuolo con i risparmi di una vita.

