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Vertice dei volenterosi: Londra e Parigi guideranno missione pacifica a Hormuz

Pubblicato: 17/04/2026 15:40

La crisi sullo Stretto di Hormuz e lo scontro con Donald Trump stanno costringendo Palazzo Chigi a ripensare la propria collocazione internazionale, in un equilibrio sempre più difficile tra fedeltà atlantica e interessi europei.
In questo contesto prende forma la scelta della premier Giorgia Meloni di partecipare al vertice convocato a Parigi da Emmanuel Macron, insieme al britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Un appuntamento tutt’altro che formale, perché si concentra sul dossier più delicato del momento: il blocco di Hormuz e l’ipotesi di una missione europea per garantire la sicurezza della navigazione. È qui che si gioca una partita che va ben oltre la gestione dell’emergenza energetica, toccando i rapporti di forza tra Europa e Stati Uniti.
L’Italia c’è e Giorgia Meloni fa una mossa che può cambiare davvero tutto.

16.28 Le parole di Giorgia Meloni
Quella di Parigi è “un’iniziativa estremamente importante, é il motivo per cui ho tenuto ad esserci personalmente”. “È una questione centrale”: lo ha detto Giorgia Meloni in conferenza stampa all’Eliseo. «L’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, all’Eliseo.

16.20 L’annuncio dei leader europei
Saranno Gran Bretagna e Francia a guidare la missione internazionale per garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. Lo ha confermato il premier britannico Keir Starmer nella conferenza stampa seguita alla riunione dei ‘volenterosi’ oggi a Parigi, con il presidnete francese Emmanuel Macron, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Sarà una missione difensiva e pacifica”, ha assicurato.

16.15 Cina, India e Zelensky tra i partecipanti al summit su Hormuz all’Eliseo
Anche Cina, India e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky partecipano alla Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, in corso all’Eliseo. I due Paesi sono elencati fra quelli rappresentati a livello di «ministri e delegati» nella lista definitiva che include circa 50 nazioni in videocollegamento, e due organizzazioni internazionali: la Ue con la presidente della Commissiome Ursula Von der Leyen e l’Organizzazione internazionale marittima, con il segrerario generale Arsenio Dominguez Velasco.

15:40 – Al termine del vertice punto stampa, ci sarà anche Meloni
Al termine sono previste dichiarazioni alla stampa e, secondo un programma in via di finalizzazione, dovrebbero partecipare i quattro leader. Non è ancora stata diffusa la lista definitiva degli altri Paesi al summit in videocollegamento, ma complessivamente dovrebbero essere una trentina, tra quelli europei, mediorientali, asiatici, indopacifici e latinoamericani. 

14:05 – Meloni arrivata al vertice di Parigi su Hormuz
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata all’Eliseo per partecipare al vertice organizzato da Francia e Regno Unito sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. L’incontro, che riunisce i principali leader europei e decine di rappresentanti internazionali collegati in videoconferenza, ha l’obiettivo di delineare una possibile missione multinazionale a tutela della libertà di navigazione una volta conclusa la fase più acuta del conflitto.
Al tavolo, insieme a Meloni, siedono il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il confronto si concentra sulle modalità operative di un eventuale intervento europeo, tra ipotesi di scorta alle navi e operazioni di sminamento, in uno dei passaggi marittimi più strategici per gli equilibri energetici globali.

09:25 – Parigi: “I Paesi europei hanno la capacità di sminare Hormuz”
I Paesi europei sono pronti a giocare un ruolo operativo nella gestione della crisi nello Stretto di Hormuz. Secondo la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin, nazioni come Belgio, Paesi Bassi e Francia dispongono già delle capacità necessarie per operazioni di sminamento, fondamentali per garantire la sicurezza della navigazione in una delle rotte energetiche più delicate al mondo.
Vautrin, intervenendo alla rete TF1, ha sottolineato che esistono anche le competenze per assicurare servizi di scorta completi alle navi, specificando però il carattere non offensivo di queste missioni, orientate esclusivamente alla protezione del traffico commerciale. Il tema sarà al centro del vertice in programma oggi a Parigi, dove Francia e Regno Unito guideranno una riunione con circa 40 Paesi.
L’obiettivo politico è altrettanto chiaro: dimostrare agli Stati Uniti che l’Europa è pronta a intervenire direttamente per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, in un momento in cui le tensioni con Washington restano alte e il dossier mediorientale si conferma uno dei principali banchi di prova per la tenuta dell’alleanza occidentale.

8:37 – Meloni a Parigi, il segnale a Washington è chiaro: la mossa che può cambiare tutto
La presenza di Meloni all’Eliseo, accanto a leader con cui negli ultimi anni non sono mancati attriti, assume un significato politico preciso. Dopo lo strappo con Trump — maturato per iniziativa del presidente americano — l’Italia sceglie di non restare isolata e di inserirsi nel tentativo europeo di costruire una risposta autonoma alla crisi. Senza proclami, ma con un gesto concreto: esserci.
Il vertice servirà innanzitutto a chiarire le intenzioni dei partner. La proposta di una missione europea nello Stretto resta ancora indefinita, con Parigi e Londra che spingono per una maggiore presenza militare e Berlino che si mostra più prudente. Gli Stati Uniti, dal canto loro, continuano a sollecitare un coinvolgimento diretto degli alleati, uno dei punti su cui Trump ha apertamente criticato l’Italia.
In questo quadro, la partecipazione italiana rappresenta una sorta di risposta implicita alla Casa Bianca: non una rottura, ma la dimostrazione che esiste anche un’altra opzione, europea, che Roma è pronta a esplorare.

8:25 – Un equilibrio fragile tra Europa e Stati Uniti
La mossa di Meloni si inserisce in un equilibrio estremamente delicato. Da un lato, la necessità di non compromettere un rapporto con Washington che negli ultimi anni è stato definito strategico. Dall’altro, la consapevolezza che la crisi di Hormuz rappresenta una minaccia diretta per le economie europee e richiede una risposta coordinata a livello continentale.
Non a caso, a Palazzo Chigi si insiste sulla linea della prudenza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di “divergenza di opinioni” e non di crisi, mentre la stessa Meloni continua a richiamare l’importanza dell’unità transatlantica. Allo stesso tempo, però, prende forma un asse con Berlino, che ha giocato un ruolo decisivo nella scelta della premier di partecipare in presenza al vertice parigino.

8:18 – Il piano B e le incognite sulla missione europea
Quello che emerge è, di fatto, un piano B ancora in costruzione. La possibile missione europea nello Stretto di Hormuz resta avvolta da molte incognite: si parla dell’invio di cacciamine, ma anche della riattivazione di operazioni già ipotizzate in passato e mai concretizzate. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese nei prossimi giorni e dalla capacità dei leader europei di trovare una linea comune.
Nel frattempo, resta aperto il canale con Washington. Non è escluso che nelle prossime ore o nei prossimi giorni possa arrivare un contatto diretto tra Meloni e Trump, nel tentativo di ricomporre almeno in parte lo strappo. Ma una cosa appare ormai evidente: l’Italia sta testando un nuovo posizionamento, cercando di muoversi tra due mondi senza rinunciare a nessuno dei due.

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Ultimo Aggiornamento: 17/04/2026 16:30

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