
La crisi tra Iran e Stati Uniti resta appesa a un equilibrio instabile, con il cessate il fuoco che non basta a spegnere la tensione nel Golfo. Lo Stretto di Hormuz torna chiuso, dopo una riapertura nelle prime ore del mattino, Teheran: «Colpa del blocco navale Usa» . Spari contro due navi post chiusura. Sul piano politico, le parole di Donald Trump tornano a spingere il confronto verso una nuova escalation: il presidente americano minaccia altri bombardamenti se entro mercoledì non arriverà un’intesa, mentre da Teheran arriva la risposta del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, che lega la nuova apertura di Hormuz all’eventuale fine del blocco navale americano. Nel mezzo restano il dossier sul nucleare, i possibili colloqui in Pakistan, l’irritazione di Israele per le mosse della Casa Bianca e una nuova frattura con la Nato, definita da Trump inutile nel momento del bisogno. La giornata si apre così con una tregua fragile, con il traffico marittimo che prova a ripartire ma con la diplomazia che continua a muoversi sotto il ricatto della forza.

19:44 – Trump convoca riunione nella Situation Room: “Senza svolta la guerra può riprendere”
Donald Trump ha convocato una riunione d’emergenza nella Situation Room per affrontare la nuova crisi legata allo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riporta Axios, citando fonti dell’amministrazione americana, senza progressi concreti nei negoziati la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni.
14.00 Ucciso un casco blu francese
Un soldato francese, impegnato nella missione Unifil in Libano, è stato ucciso nel sud del Paese. Lo rende noto il presidente Emmanuel Macron secondo cui la responsabilità è del gruppo armato libanese Hezbollah. “Il sergente capo Florian Montorio del 17esimo reggimento del genio paracadutista di Montauban è caduto questa mattina nel sud-Libano durante un attacco contro l’Unifil”, scrive su X il capo dell’Eliseo. “Tre dei suoi fratelli d’arme sono feriti e sono stati evacuati. La Nazione si inchina con rispetto e rivolge il suo sostegno alle famiglie dei nostri soldati e a tutti i nostri militari impegnati per la pace in Libano. Tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah. La Francia esige dalle autorità libanesi che arrestino immediatamente i colpevoli e assumano le loro responsabilità al fianco dell’Unifil”, aggiunge.
13:18 – Segnalati spari contro due navi dopo la chiusura di Hormuz
Colpi di arma da fuoco sono stati segnalati contro almeno due navi mercantili che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da Reuters citando fonti marittime; stando alla UK Maritime Trade Operations, è stato registrato un incidente nelle acque a nord-est dell’Oman dove il comandante di una petroliera avrebbe riferito che l’imbarcazione è stata avvicinata da unità dei Guardiani della rivoluzione iraniana, che avrebbero aperto il fuoco nonostante nave ed equipaggio risultino in sicurezza, un episodio che avviene dopo che l’Iran ha nuovamente chiuso il passaggio, revocando la breve riapertura e accusando gli Stati Uniti di non aver rispettato gli impegni del cessate il fuoco, proprio mentre diverse navi avevano ripreso la navigazione in quello che era stato definito il “primo movimento significativo” di traffico marittimo dall’inizio del conflitto.
13:16 – Messaggio Mojtaba Khamenei, Marina pronta a infliggere dure sconfitte
In occasione dell’anniversario della Repubblica Islamica e della ricorrenza della nascita del padre, la Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei ha rilasciato una dichiarazione via Telegram, elogiando la resistenza dell’esercito contro gli Stati Uniti; nel clima di tensioni nello Stretto di Hormuz, ha avvertito che la «valorosa marina iraniana è pronta a infliggere nuove e dure sconfitte ai suoi nemici», come riportato da Skynews, sottolineando che Khamenei ha assunto il potere dopo che il predecessore, Ali Khamenei, è stato ucciso in un raid statunitense, sebbene si ipotizzi che anche Mojtaba sia rimasto ferito e da allora non sia mai apparso in pubblico, diffondendo i suoi messaggi solo per iscritto o tramite lettura ufficiale.
11:56 – Media Iran, Teheran per ora non ha dato l’ok a nuovo round negoziale
L’Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana. La decisione, secondo quanto riportato sabato dall’agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, sarebbe maturata “a causa dell’annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani”. Il clima di tensione tra le due potenze sembra essersi inasprito drasticamente, portando a un congelamento delle trattative diplomatiche proprio in una fase cruciale per la stabilità regionale.
10:27 – Teheran: “Torna chiusura Hormuz a causa blocco Usa”
L’Iran richiude Hormuz, perché gli Stati Uniti mantengono il blocco navale nello Stretto. Il comando centrale militare Khatam Al-Anbiya ha comunicato in una nota citata da Tasnim: “In seguito agli accordi precedentemente raggiunti nei negoziati, la Repubblica Islamica dell’Iran ha acconsentito in buona fede a consentire il transito di un numero limitato di petroliere e navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz in modo controllato. Purtroppo, gli americani, con la loro ripetuta storia di mancato rispetto degli impegni, continuano a commettere atti di banditismo e pirateria con il pretesto di un cosiddetto blocco”. Per questo motivo, annuncia il comando, “il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato al suo stato precedente, sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate” iraniane.
08:36 – Trump minaccia nuovi bombardamenti
Parlando a bordo dell’Air Force One, Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti torneranno a bombardare l’Iran se entro mercoledì non verrà perfezionato un accordo. Il presidente americano ha collegato apertamente la possibilità di nuovi attacchi alla scadenza del cessate il fuoco siglato due settimane fa tra Washington e Teheran, lasciando intendere che la tregua non verrà prorogata automaticamente. È un messaggio che riporta il confronto su un livello apertamente militare e che conferma come la Casa Bianca stia usando la minaccia della forza come leva diretta nel negoziato.
08:05 – Sei navi hanno attraversato Hormuz dopo la riapertura
Almeno sei navi, tra petroliere e cargo, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo la riapertura annunciata dall’Iran. Si tratta dei primi transiti registrati dopo giorni di blocco e di tensione, un segnale importante per i mercati e per la sicurezza energetica globale. Secondo il monitoraggio del traffico marittimo, anche altre navi che trasportano gas hanno iniziato a muoversi sul lato iraniano dello stretto. La riapertura, però, resta parziale e condizionata: Teheran ha chiarito che il passaggio dovrà essere autorizzato e che il controllo operativo resterà nelle mani iraniane.
06:47 – Gli americani bocciano la guerra in Iran
La guerra contro l’Iran convince solo una minoranza degli americani. Secondo un sondaggio citato nelle ultime ore, appena il 38 per cento sostiene il conflitto, mentre la maggioranza ritiene che questa guerra non risponda agli interessi degli Stati Uniti. Il dato politicamente più pesante riguarda però la leadership di Trump: molti elettori non vedono una strategia chiara, e una quota significativa pensa che il presidente stia dedicando troppo tempo alla crisi estera invece di concentrarsi sui problemi interni. Un segnale che può pesare anche sul fronte domestico.
06:45 – Trump parlerà alla Casa Bianca nel pomeriggio italiano
Alle 15 italiane Donald Trump parlerà con i giornalisti alla Casa Bianca in occasione della firma di un ordine esecutivo. L’appuntamento viene osservato con particolare attenzione perché potrebbe offrire nuovi aggiornamenti non solo sulla crisi con l’Iran, ma anche sui rapporti con la Nato e sulle tensioni emerse nelle ultime ore con diversi alleati. Dopo una notte segnata da dichiarazioni aggressive e minacce di nuovi raid, ogni parola del presidente americano può diventare un segnale politico rilevante.
05:30 – Trump: il blocco navale continuerà senza accordo
Il presidente americano ha spiegato che il blocco navale contro i porti iraniani proseguirà se non sarà raggiunto un accordo di pace con Teheran. Trump ha aggiunto che potrebbe anche non prorogare il cessate il fuoco oltre la scadenza fissata per mercoledì, ribadendo che la pressione militare ed economica resterà al centro della strategia americana. Il messaggio è netto: per Washington la riapertura di Hormuz non coincide affatto con una vera distensione.
04:55 – Trump: Xi soddisfatto per la riapertura dello stretto
Trump ha affermato che il presidente cinese Xi Jinping sarebbe “molto soddisfatto” per la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio decisivo per i flussi energetici mondiali. Il presidente Usa ha anche parlato del futuro incontro a Pechino, definendolo potenzialmente “storico”. La Cina segue con estrema attenzione l’evoluzione della crisi, perché ogni interruzione prolungata nel Golfo può avere effetti immediati sull’approvvigionamento e sui prezzi internazionali del petrolio.
02:58 – Gli Usa sospendono fino al 16 maggio le sanzioni sul petrolio russo
Il Dipartimento del Tesoro americano ha sospeso temporaneamente gran parte delle sanzioni contro l’industria petrolifera russa fino al 16 maggio. La decisione arriva mentre la riapertura dello Stretto di Hormuz provoca un calo dei prezzi del greggio e ridisegna gli equilibri energetici di queste ore. Il provvedimento riguarda le operazioni di carico e scarico del petrolio russo e tocca anche la cosiddetta flotta ombra, ma non si estende a rapporti con Iran, Corea del Nord, Cuba e territori ucraini occupati, che restano esclusi.
01:24 – Ghalibaf minaccia una nuova chiusura di Hormuz
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito che, se il blocco navale degli Stati Uniti continuerà, lo Stretto di Hormuz “non resterà aperto”. In un messaggio pubblicato su X, Ghalibaf ha ribadito che il transito avverrà solo con l’autorizzazione dell’Iran, confermando che Teheran considera ancora lo stretto come una leva strategica da usare nello scontro con Washington. È una risposta diretta alla linea americana e un segnale che la riapertura resta del tutto reversibile.
00:44 – Trump insiste: l’uranio iraniano dovrà finire negli Usa
Nel corso di un intervento in Arizona, Donald Trump ha sostenuto che, in caso di accordo, l’uranio iraniano dovrebbe essere trasferito negli Stati Uniti. Il presidente ha persino ipotizzato una collaborazione con Teheran per recuperare materiale dai siti nucleari colpiti nei raid americani dello scorso anno. È uno dei punti più delicati dell’intero negoziato, perché tocca direttamente il nodo della sovranità iraniana e il controllo sul programma nucleare.
00:40 – Trump guarda già alle elezioni di metà mandato
Parlando a un evento di Turning Point Usa a Phoenix, Trump ha rivendicato che i repubblicani vinceranno le elezioni di metà mandato. Nel discorso il presidente ha intrecciato temi di politica interna, immigrazione, religione e crisi internazionale, tornando anche ad attaccare l’Europa con toni molto duri. L’intervento conferma come la crisi con l’Iran si stia intrecciando sempre di più con la campagna politica interna americana.
00:15 – Trump attacca la Nato: “Inutile quando serviva”
Trump ha raccontato di aver ricevuto una chiamata dalla Nato, sostenendo però di aver risposto che l’aiuto serviva due mesi fa e non adesso. Il presidente ha definito l’Alleanza “inutile” nel momento in cui gli Stati Uniti ne avrebbero avuto bisogno, aggiungendo che ora sarebbero invece gli alleati ad avere bisogno di Washington. È uno strappo pesante sul piano politico, perché arriva in piena crisi mediorientale e mentre gli equilibri occidentali appaiono sempre più fragili.
23:50 – Media: probabili colloqui Iran-Usa lunedì in Pakistan
Secondo indiscrezioni rilanciate nelle ultime ore, un nuovo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti potrebbe tenersi lunedì a Islamabad, in Pakistan. Fonti iraniane ritengono possibile l’arrivo dei negoziatori già domenica. La notizia, se confermata, mostrerebbe che un canale diplomatico è ancora aperto nonostante le minacce reciproche e la pressione militare. Resta però da capire se si tratti di un vero negoziato o solo di un contatto esplorativo.
22:25 – Netanyahu chiede spiegazioni alla Casa Bianca
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sarebbero rimasti colpiti dalle parole di Trump sul Libano e avrebbero chiesto chiarimenti a Washington. Secondo le indiscrezioni, il governo israeliano ha reagito con irritazione all’idea che gli Stati Uniti abbiano fermato possibili operazioni militari contro il Libano. L’episodio segnala una tensione non banale tra due alleati che, almeno formalmente, dovrebbero muoversi sulla stessa linea strategica.
21:25 – Teheran respinge il trasferimento all’estero dell’uranio arricchito
Il ministero degli Esteri iraniano ha definito “inaccettabile” l’ipotesi di trasferire fuori dal Paese l’uranio arricchito. La risposta arriva dopo le nuove dichiarazioni di Trump e chiude, almeno per ora, uno dei possibili spiragli evocati da Washington. Per Teheran il materiale nucleare resta una questione interna e non negoziabile in quei termini, e questo irrigidisce ulteriormente un confronto già reso esplosivo dalle minacce sul piano militare.


