
Una notte che si è trasformata in tragedia nel giro di pochi minuti, tra una discussione improvvisa e una decisione fatale. Il buio dell’autostrada, la velocità dei mezzi in transito e una serie di circostanze ancora da chiarire hanno segnato la fine di una vita, lasciando aperti interrogativi su ciò che è accaduto nei momenti immediatamente precedenti all’impatto.
La dinamica si inserisce in una sequenza concitata di eventi, in cui una lite tra due persone che viaggiavano insieme si è trasformata in un episodio drammatico culminato con un incidente mortale in autostrada. Le ricostruzioni degli inquirenti stanno cercando di definire con precisione le responsabilità e le condizioni in cui si è sviluppata la vicenda.
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La lite e l’abbandono in autostrada
La vittima è Simone De Fenza, 45 anni, ex tabaccaio di Asti, deceduto dopo essere stato investito da un tir lungo la A21 nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 aprile. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo si trovava in auto con un conoscente quando sarebbe scoppiata una violenta discussione.
“Mi ha preso a pugni e mi ha aggredito, era fuori di sé”, ha raccontato l’uomo alla polizia stradale di Alessandria, descrivendo gli ultimi attimi prima che De Fenza venisse lasciato a piedi lungo l’autostrada. Il testimone, attualmente indagato per omicidio colposo, ha riferito che la lite sarebbe avvenuta durante il rientro da una serata trascorsa a giocare a biliardo.
Secondo la sua versione, la vittima si sarebbe allontanata dall’auto dopo la barriera di Villanova, iniziando a camminare lungo la carreggiata in condizioni di forte pericolo.

La ricostruzione dell’investimento
A completare il quadro è la testimonianza dell’autista del mezzo pesante coinvolto nell’incidente, anch’egli ora indagato per omicidio stradale. Il conducente ha ricostruito così quei drammatici istanti: “Ho visto un’auto superarmi in velocità e poi cambiare all’improvviso direzione. Subito dopo mi sono trovato quell’uomo davanti alla motrice, in mezzo alla strada, che si spostava a piedi dalla corsia di sorpasso verso destra. Ho cercato di sterzare d’istinto, giuro non ce l’ho fatta ad evitarlo”.
Secondo le prime verifiche, De Fenza si sarebbe trovato a camminare nel buio tra le corsie della A21, in un tratto particolarmente trafficato anche nelle ore notturne. L’ipotesi è che stesse tentando di raggiungere la barriera di Villanova quando è sopraggiunto il tir che lo ha investito, senza lasciargli possibilità di scampo.

Le indagini e la vita della vittima
Il pubblico ministero Alessandro Giai ha disposto l’autopsia e gli esami tossicologici per chiarire le condizioni psicofisiche della vittima al momento dell’incidente. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti vi è anche l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti.
Alcuni conoscenti hanno descritto una vita complessa, segnata da un passato difficile e da problemi legati alla dipendenza da droghe, che lo avrebbero portato anche a intraprendere un percorso in una comunità di recupero. Dopo aver lasciato la tabaccheria in corso Torino, De Fenza aveva trovato una nuova occupazione, cercando di ricostruire la propria quotidianità.
La tragedia avvenuta lungo la A21 resta ora al centro delle indagini, che dovranno chiarire con precisione la catena di eventi che ha portato all’investimento mortale e le eventuali responsabilità delle persone coinvolte.


