Il mondo dello spettacolo italiano si ferma, ancora una volta, davanti a una perdita che fa rumore anche nel silenzio. Se ne va una figura rimasta lontana dai riflettori, ma centrale in una delle storie più solide e riservate del panorama artistico nazionale: quella accanto a Gigi Proietti, simbolo del teatro e volto amatissimo dal pubblico.
La notizia è di quelle che stringono lo stomaco: è morta Sagitta Alter, la compagna di vita dell’attore scomparso nel 2020. Un addio che riporta alla memoria oltre mezzo secolo di legame, famiglia e scelte controcorrente, vissute con discrezione ma con una forza che oggi colpisce tutti.
È morta a Roma: l’annuncio della famiglia
Sagitta Alter è morta stasera a Roma. Se ne è andata serenamente, circondata dall’affetto delle figlie Susanna e Carlotta e dei suoi familiari.
A darne notizia è stata la famiglia. Nata in Svezia nel 1940, aveva 85 anni. Un profilo lontano dalla mondanità, ma profondamente intrecciato alla storia personale e artistica di Proietti.
La fondazione Gigi Proietti: un’eredità custodita
Su iniziativa di Sagitta Alter, nel 2021 era nata la Fondazione Gigi Proietti, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare l’identità artistica dell’attore.
Tra i compiti della fondazione: gestione delle opere, organizzazione di convegni e mostre, corsi di formazione per autori e attori, promozione di spettacoli e catalogazione dei materiali. Un lavoro paziente e concreto, pensato per dare continuità a un patrimonio culturale che appartiene a tutta l’Italia.
Il premio e il ricordo che resta vivo
Tra le attività promosse dalla fondazione figura anche l’istituzione del Premio Gigi Proietti, destinato a personalità del mondo dello spettacolo — autori, attori, registi, musicisti, scenografi e coreografi — che abbiano dedicato la propria vita all’arte teatrale.
Un segnale chiaro: non solo memoria, ma futuro. Un modo per trasformare il dolore in continuità, e per mantenere acceso, anno dopo anno, il nome di Proietti attraverso nuove generazioni di artisti.
Un amore lungo più di 60 anni: l’incontro nel 1962
Sagitta Alter lavorava come guida turistica quando incontrò Proietti: era il 1962. Da lì iniziň un legame durato oltre 60 anni, da cui sono nate le due figlie, Susanna e Carlotta.
Nonostante una relazione così lunga, i due non si sposarono mai per scelta. “All’inizio perché non credevamo nell’istituzione del matrimonio — aveva raccontato — poi perché ci sembrava superfluo. Il traguardo più bello, quello di costruire una famiglia unita, siamo già riusciti a realizzarlo”.
Una storia riservata che oggi commuove l’Italia
Nel giorno dell’addio, resta la traccia di una presenza discreta ma determinante: quella di Sagitta Alter, donna che ha condiviso vita, famiglia e percorsi senza cercare la scena, ma sapendo proteggerla quando serviva.
Nelle prossime ore potrebbero arrivare ulteriori comunicazioni dalla famiglia e dalla Fondazione Gigi Proietti. Intanto, il pubblico saluta un tassello fondamentale di una storia italiana che, anche nel dolore, continua a parlare di amore e fedeltà.


