
A quasi tre anni di distanza, una vicenda rimasta a lungo avvolta nel mistero torna a far discutere. Quando si tratta di episodi che coinvolgono apparati di intelligence, il confine tra realtà e versione ufficiale è spesso sottile, e solo con il passare del tempo emergono dettagli in grado di modificare la percezione dei fatti.
Quello che inizialmente era stato raccontato come un tragico incidente durante una giornata tra conoscenti si rivela oggi, almeno in parte, sotto una luce diversa. Le nuove dichiarazioni aggiungono elementi che inseriscono l’episodio in un contesto ben più ampio, legato a operazioni sensibili e scenari internazionali.
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Il ruolo del Mossad e le nuove rivelazioni
A rompere il silenzio è stato il direttore del Mossad, David Barnea, che durante la cerimonia per la Giornata del Ricordo ha fatto riferimento per la prima volta a un agente morto all’estero mentre era impegnato in attività contro l’Iran. Nel suo intervento, il capo dell’intelligence israeliana ha parlato di un uomo identificato soltanto come “M”, senza fornire ulteriori dettagli sulla sua identità.
Secondo quanto riportato dai media israeliani, tra cui Jerusalem Post e Channel 12, l’agente citato da Barnea sarebbe proprio la vittima dell’incidente sul Lago Maggiore avvenuto nel 2023. Una circostanza che collegherebbe direttamente la tragedia a una presunta operazione contro l’Iran, condotta in collaborazione con i servizi italiani per contrastare l’accesso di Teheran a sistemi d’arma avanzati.

L’identità dell’agente e il funerale
L’uomo, rimasto senza nome anche nelle dichiarazioni ufficiali, sarebbe stato sepolto ad Ashkelon nello stesso anno della tragedia. Secondo le ricostruzioni, al funerale avrebbero partecipato i vertici del Mossad, mantenendo il massimo riserbo.
Nel ricordarlo, Barnea lo ha descritto come una figura capace di muoversi con discrezione e competenza, sottolineandone le qualità umane e professionali. Il direttore ha inoltre evidenziato il contributo dell’agente a operazioni considerate “rilevanti e significative” per la sicurezza di Israele, con un impatto diretto nelle attività di contrasto all’Iran.
L’incidente sul Lago Maggiore
La tragedia si era consumata sul Lago Maggiore, dove avevano perso la vita anche Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, entrambi legati all’AISE, oltre a Anya Bozhkova, compagna dello skipper Claudio Carminati.
Le prime ricostruzioni avevano parlato di una semplice uscita in barca, forse legata a una celebrazione privata. Tuttavia, con il passare dei mesi e l’emergere dei ruoli professionali delle persone coinvolte, quella versione ha iniziato a lasciare spazio a ipotesi più complesse.

Dalla festa privata all’operazione sotto copertura
Quella che inizialmente era stata descritta come una gita tra amici si è progressivamente trasformata, nell’interpretazione di osservatori e analisti, in un possibile scenario legato a una operazione sotto copertura. I dettagli, però, non sono mai stati chiariti ufficialmente.
Le nuove dichiarazioni del direttore del Mossad rappresentano il primo riconoscimento pubblico di un collegamento tra l’incidente e attività di intelligence. Un elemento che riaccende l’attenzione su una vicenda rimasta a lungo senza risposte definitive e che ora si inserisce in un contesto di tensioni internazionali e operazioni riservate.
Il caso resta quindi aperto sotto il profilo interpretativo, con interrogativi che continuano a emergere a distanza di anni, mentre i nuovi elementi contribuiscono a ridefinire il quadro complessivo di quanto accaduto.


