
Una tragedia che ha sconvolto l’Italia intera, quella andata in scena all’alba del 22 marzo a Catanzaro. Una mamma ha gettato dal balcone i suoi tre figli e poi si è buttata a sua volta, mentre il marito dormiva in casa ignaro di quanto stava accadendo. Lei e due dei piccoli sono morti, la terza bimba lotta disperatamente tra la vita e la morte in ospedale.
La donna si chiamava Anna Democrito, aveva 46 anni ed era un’operatrice socio-sanitaria presso la Rsa per anziani “Monsignor Apa” di Catanzaro. Viveva con il marito e i suoi tre figli in un quartiere residenziale non lontano dal centro, una zona tranquilla, legata alla vita di parrocchia e lontana da contesti di degrado.

Nella notte si è alzata mentre il marito dormiva, ha preso i bambini ancora addormentati e li ha vestiti con abiti eleganti, quelli delle occasioni speciali, come la prima comunione. Poi li ha portati sul balcone al terzo piano e si è lanciata con loro nel vuoto. Quando i soccorritori sono arrivati, stringeva ancora tra le mani un rosario.
Due dei figli, un neonato di appena 4 mesi e una bambina di 4 anni, sono morti. La terza, di 6 anni, è ricoverata in condizioni gravissime. Sull’asfalto è rimasto un ciuccio rosso, con ogni probabilità appartenente al bambino più piccolo, di soli quattro mesi.

Chi era la donna
Chi la conosceva la descrive come una persona tranquilla, schiva, mai sopra le righe. Anna, dicono, conduceva una vita semplice, divisa tra il lavoro nella struttura per anziani e la famiglia. In quartiere era conosciuta come una madre presente, molto attenta ai figli e profondamente credente. Frequentava la parrocchia della zona e partecipava alla vita religiosa, anche se negli anni, complice il lavoro e la famiglia, la sua presenza era diventata meno costante. Negli ultimi tempi, però, era tornata a farsi vedere più spesso. Il parroco, don Vincenzo, ha raccontato che viveva con una forte preoccupazione per i bambini e che le aveva suggerito di chiedere aiuto, di farsi supportare, ma lei avrebbe sempre mostrato timore.
La depressione dopo il parto
Qualcosa, però, c’era. Anna soffriva di lievi disturbi psichiatrici, dopo la nascita del terzo figlio, avvenuta pochi mesi fa, qualcosa sarebbe cambiato. Secondo quanto emerso, la donna avrebbe manifestato segnali di disagio e le sarebbe stata diagnosticata una depressione post-partum. Una condizione delicata che, secondo le testimonianze raccolte, non sarebbe stata seguita con un percorso terapeutico, anche per il timore che potessero esserle tolti i figli. Non risultano segnalazioni ai servizi sociali né interventi precedenti sulla famiglia.
Le parole del presidente Occhiuto
Il primo a notare i corpi è stato un poliziotto che vive nello stesso stabile, intorno alle cinque del mattino. Il marito, in casa al momento dei fatti, si è accorto di quanto accaduto solo dopo aver sentito il rumore dello schianto. L’intera città è sotto choc. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha dichiarato: “L’immane tragedia di Catanzaro ci lascia attoniti e profondamente scossi. Un dolore immenso attraversa tutta la Calabria, ferita da una vicenda così drammatica e difficile anche solo da immaginare, da comprendere. La nostra comunità oggi è in lutto: ci stringiamo con sincera partecipazione nel ricordo delle vittime e rivolgiamo il più sentito cordoglio ai familiari.


