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Spectre alla vaccinara: l’intelligence informatica, ma all’italiana

Pubblicato: 22/04/2026 16:53

Il film Spectre della famosa saga di James Bond con interprete Daniel Craig, ha incassato ben 880 mln di dollari. La trama narrava di una super intelligence informatica che avrebbe dovuto governare il mondo. La “Spectre” scoperta in questi giorni a Roma, sequel di quella già a giudizio a Milano, la cosiddetta squadra “Fiori” intorno a Giuseppe Del Deo, ex uomo forte dei servizi segreti italiani fino ad un anno fa, era molto più alla vaccinara, si occupava di cose, e segreti, di casa nostra. Spiava imprenditori,  politici, soggetti pubblici, preparava dossier, faceva bonifiche, faceva abusivamente accesso a banche dati riservate, probabilmente hackerava, e violava i firewall. Infatti all’interno dell’indagine finisce pure Carmine Saladino, già noto alle cronache, imprenditore italiano della cybersicurezza molto vicino alla Difesa ed agli apparati di sicurezza dello Stato. Ritroviamo pure Giuliano Tavaroli, vecchia volpe della sicurezza Pirelli prima e Telecom dopo, gia finito sotto i riflettori per la gestione non lecita di informazioni riservate. I principali bersagli di questa consorteria del ricatto sono imprenditori italiani , politici, manager. Scrutando e rovistando negli armadi, oggi digitali, con tecnologie grandemente disponibili, si possono trovare i segreti, le piccole complicazioni di vita personale, le carte riservate aziendali, di tutti. Se già FB sa i tuoi gusti o tendenze solo avendo un profilo figuriamoci cosa possono guardare di te dal buco della serratura. Ognuno di noi ha uno smartphone, un tale, un PC, ha domotica in casa, telecamere e tecnologia di ogni tipo. Una grande società di cyber security un giorno mi ha rivelato che gli hacker possono infilarsi anche dalle schede elettroniche dei condizionatori. Possiamo essere oggi spiati tutti, dalla casalinga dI Voghera fino ai nostri figli. 

Questa dimensione di devianza dei nostri apparati di sicurezza non è nuova e viene da lontano, ero ragazzo quando si fece in Italia la Commissione P2 – guidata da una gran donna, Tina Anselmi – che indagò sulle infiltrazioni di una lobby negli apparati dello  Stato. Di queste P spionistiche ne ricordiamo almeno quattro, con alcuni personaggi che ritornavano come Flavio Carboni, faccendieri legati ai servizi, spie improvvisate e ufficiali che tradiva il giuramento di fedeltà. Sembra che la devianza sia insita nel mondo delle spie, troppe contraddizioni tra interessi divergenti, i casi più famosi in Inghilterra negli anni ’30 del secolo scorso, con le tre famose spie che provenivano dalla élite inglese al soldo dell’Unione Sovietica. Quelli tradivano il proprio paese per ragioni ideologiche, da noi quasi sempre per soldi. Follow the money diceva il grande Giovanni Falcone, e qui i money di Del Deo, dopo gli incarichi pubblici, arrivano da Cerved, massima società italiana di informazioni commerciali e rating di proprietà di Pignataro, un uomo che potrebbe fare il ministro degli interni, tale è la sua riservatezza e il low profile. Per chi non lo sapesse Andrea Pignataro, leader delle società delle informazioni, che vive in Svizzera, è l’italiano più ricco, sempre seguendo the money. Informazioni oggi significano potere e ricchezze, più forse del petrolio.

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